Un po’ di storia: il petrolio

Per migliaia d’anni, la caccia e la raccolta di vegetali sono state le principali risorse dell’uomo che si è limitato a consumare energia, non essendo in grado di produrla.
Diventato agricoltore, circa 7000 anni fa, l’uomo ha finalmente imparato a produrre energia: si tratta di energia alimentare, muscolare (dell’uomo stesso e degli animali che lo aiutavano), eolica e idrica (dei mulini a vento e ad acqua). Si sono sviluppati così l’artigianato, il trasporto, il commercio e, per sostenere la conseguente crescita economica, è iniziato lo sfruttamento di una nuova fonte di lavoro: la schiavitù.
Risale a questo punto della storia il primo incontro tra l’uomo e il petrolio. Raramente, infatti, il famoso “oro nero” affiora spontaneamente in superficie: 5000 anni fa, gli egizi ne scoprirono le virtù terapeutiche utilizzandolo per curare reumatismi e disturbi circolatori, oltre che per favorire il processo di conservazione dei cadaveri (mummificazione). D’altra parte, Persiani e Romani impiegarono il petrolio per l’illuminazione e la costruzione di armi incendiarie.
Per molti secoli, gli utilizzi di petrolio sono rimasti episodici e di scarsa importanza economica.
Nel XVII secolo l’Inghilterra, in crisi energetica a causa dell’eccessivo utilizzo di legname come combustibile, ne accresce il prezzo a dismisura. E’ a questo punto che si scoprono le potenzialità energetiche del carbone fossile, che l’Inghilterra stessa possedeva in gran quantità.
La “Rivoluzione Industriale” comincia proprio a partire dal 1709, anno in cui Abraham Darby utilizza per la prima volta il carbone fossile al posto del carbone da legna. In poco più di un secolo, questa risorsa diventa la fonte di energia più utilizzata e nuove tecnologie ne rendono più facile l’estrazione.
La storia accelera. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, gli uomini cominciano a sfruttare anche nuove risorse: il petrolio, il metano, l’energia idroelettrica e l’energia atomica.
La scoperta di nuove risorse energetiche va di pari passo con la crescita della popolazione e lo sviluppo economico. Per migliaia di anni l’uomo visse di caccia e raccolta di prodotti della terra, utilizzando quasi unicamente l’energia muscolare: in questo modo, la Terra poteva garantire il sostentamento di non più di 20 milioni di persone. Con la nascita dell’agricoltura e la scoperta di nuove fonti energetiche, la popolazione crebbe rapidamente. Ci sono voluti ben 16 secoli per arrivare a mezzo miliardo di abitanti, e soltanto due (1600 – 1830) per raggiungere il primo miliardo. Attualmente siamo coltre 7 miliardi. Gli idrocarburi insieme con la diffusione dell’elettronica hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo della civiltà umana nel XX secolo e così sarà anche nel XXI. C’è però un inevitabile rovescio della medaglia: la grande produzione di inquinamento e rifiuti, e il crescente divario nella disponibilità di materie prime ed energia tra il Nord e il Sud del mondo. Solo nell’ultima parte di questo secolo l’uomo ha cominciato a prendersi cura della salute del Pianeta, cercando di minimizzare l’impatto provocato dalla sua presenza sulla Terra. Per quanto riguarda, invece, il divario tra Nord e Sud, i Governi dei Paesi del mondo dovranno impegnarsi molto e a fondo, poiché è un problema di non facile risoluzione.

Argomenti speciali

Dalla Mediateca

Curiosità