Le riserve

Nel 2016 la produzione di petrolio ha coperto il 31,9% dei consumi mondiali di energia (una percentuale che, se si considera anche il gas, sale al 54%). Le riserve di questa fonte non sono uniformemente distribuite nel mondo, ma concentrate in alcuni Paesi: il solo Medio Oriente ne possiede il 49%, Centro e Sud America circa il 20% (il 18,2% delle riserve mondiali di petrolio si trova in Venezuela), il Nord America il 13%, la Russia e l’Asia centrale il 7%, l’Africa l’7%, l’Asia Pacifica il 3%,mentre l’Europa detiene solo l’1% delle riserve mondiali di petrolio (dati riferiti al 2018). Confrontando i livelli annuali di produzione del petrolio con quelli relativi alle riserve attualmente accertate si scopre che, mentre il Medio Oriente produce poco rispetto alle sue potenzialità, Stati Uniti ed Europa Occidentale sfruttano le loro riserve a un ritmo elevato. Le nazioni che consumano più petrolio sono, infatti, quelle che meno ne possiedono. L’Europa, ad esempio, consuma ogni anno il 16% della produzione mondiale. Questo significa che, mantenendo l’attuale livello di produzione e in assenza di nuove scoperte, Europa e America del Nord termineranno le loro riserve nel giro di pochi anni e dovranno utilizzare solo il petrolio importato. A livello mondiale, le riserve finora accertate si esauriranno tra circa 48 anni, se saranno mantenuti invariati gli attuali consumi annuali.
L’era del petrolio, probabilmente, è destinata a durare ancora diversi anni, ma si prevede che il livello dei consumi energetici mondiali possa crescere in futuro, (crescerà, infatti, la popolazione mondiale e il consumo di energia pro capite), riducendo le riserve di petrolio a un ritmo più veloce di quello attuale.
La possibilità di impedire nuove crisi petrolifere ed energetiche (ovvero una situazione in cui c’è poco petrolio disponibile nei mercati a fronte di una domanda sempre più elevata che porta il suo prezzo a salire rapidamente) dipenderà in futuro dalla capacità dell’industria petrolifera di trovare nuovi giacimenti, ma soprattutto dalla capacità dell’uomo di utilizzare al meglio il petrolio attualmente disponibile e sviluppare fonti di energia alternative, possibilmente rinnovabili.
(Fonte dei dati: eni, World Oil & Gas Review 2019; IEA, Key World Energy Statistics 2018)

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