Gli idrocarburi in Italia

La storia geologica del nostro Paese è molto complessa e ha dato alla penisola un assetto strutturale e sedimentario complicato e assai poco “tranquillo”. Questo non ha favorito la formazione di grandi ed estesi bacini petroliferi ma ha creato localmente situazioni favorevoli alla formazione di numerose provincie petrolifere di una certa importanza, anche se di non grande estensione.
Il nostro Paese può, dal punto di vista tettonico, essere suddiviso in 4 “distretti”, tutti legati alla presenza delle catene alpina e appenninica:

  • un “bacino di retroarco”, area poco deformata costituita dal Mar Tirreno;
  • un’area di catena, che costituisce un grande “arco” che va dalle Alpi agli Appennini, fino a costruire l’ossatura della Calabria e della Sicilia;
  • un’area di “avanfossa”, un bacino depresso e poco deformato che si trova al fronte delle catene montuose che avanzano sul cosiddetto “avampaese”, rappresentata dal margine adriatico e ionico e dal Canale di Sicilia;
  • un “avampaese”, zona non ancora deformata verso la quale avanzano le catene montuose in formazione, costituita dalla Pianura Padana, dal Mare Adriatico, dalla Sicilia Sud-orientale e dal Canale di Sicilia.

Le province petrolifere più importanti del nostro Paese sono l’Alto Adriatico e la Pianura Padana (gas e olio), il Bacino di Pescara (olio e gas), l’Adriatico meridionale (olio e gas), l’Appennino meridionale (olio), la Fossa Bradanica in Puglia (gas e olio), l’off-shore calabro (gas), la Sicilia centrale (gas), il Bacino Pelagico (olio).
I giacimenti ad olio più importanti sono quelli della Val d’Agri (Potenza) e di Villafortuna-Trecate (Novara). La Val d’Agri è la provincia con i maggiori giacimenti ad olio d’Italia. Gli idrocarburi si trovano in pieghe anticlinali nei calcari mesozoici della Piattaforma Apula, coperti dalle falde dell’Appennino Campano-Lucano. La sua presenza è stata rivelata dalle manifestazioni superficiali di olio e gas di Tramutola, sfuggiti da trappole più profonde a seguito delle deformazioni tettoniche della catena appenninica. Nei giacimenti di Villafortuna-Trecate, gli idrocarburi si trovano in rocce carbonatiche mesozoiche fratturate a causa di deformazioni alpine sepolte sotto la Pianura Padana, con uno dei giacimenti di idrocarburi liquidi più profondo al mondo (6.200 m).
La distribuzione delle principali provincie petrolifere italiane rispecchia in modo sorprendente la situazione geologica: il confronto tra una carta strutturale del nostro Paese con la carta dei principali giacimenti mostra, infatti, che il 40% dei giacimenti si trova in aree di catena (come i giacimenti dell’Appennino meridionale e della Sicilia centrale), mentre il restante 60% si trova nelle avanfosse e nell’avampaese. I giacimenti dell’alto Adriatico e della Pianura Padana sono chiusi tra il fronte delle Alpi e il fronte degli Appennini che avanzano uno verso l’altro, il bacino di Pescara e il bacino dell’Adriatico meridionale sono chiusi tra gli Appennini e le Dinaridi a E, i giacimenti dell’off-shore calabro, della Sicilia Sud-Orientale e del Canale di Sicilia. Da un semplice confronto tra le due carte, risulta quindi evidentissimo il controllo esercitato dall’assetto geologico e strutturale di una regione sulla distribuzione e sull’importanza delle riserve di idrocarburi che possiamo sperare di trovarvi.

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