Il paesaggio eolico

Le regioni aride della Terra sono le più esposte all’azione del vento, che soffia in modo regolare e con velocità che può variare dai pochi chilometri orari della brezza ai 200 chilometri orari se si verifica un uragano o un tifone. Rispetto all’acqua, il vento trasporta frammenti di roccia più leggeri; sabbie e silt sono messi in movimento da venti che superano i 30-40 chilometri orari. Alberi, arbusti e copertura erbosa ostacolano il vento; anche la presenza di acqua rende pesanti le particelle del terreno e ne impedisce il trasporto.
Le particelle molto fini vengono tenute in continua sospensione dalle turbolenze del vento che le solleva a grandi altezze, le mantiene sospese per giorni, settimane o mesi e le deposita a grandi distanze: le fini sabbie sahariane vengono trasportate dal vento verso il Mar Mediterraneo fino a cadere nella Pianura Padana insieme alle piogge. Il risultato visibile sono le tracce di sabbia rossa depositate sulle auto parcheggiate. Le particelle di sabbia, silt e argilla vengono sospinte dal vento con salti di 1-2 metri da terra per trascinamento e rotolamento.
Quando il vento asporta i materiali più fini dalla superficie del terreno, si formano i deserti ghiaiosi costituiti dalla superficie rimasta fatta di ghiaia, pietre e grossi blocchi. L’insieme di questi materiali forma il pavimento del deserto.
Erosione per opera del vento
Le particelle sabbiose più facilmente trasportate sono costituite da minerali di quarzo, un minerale molto duro, che esercita la sua azione erosiva sulle rocce vicino al suolo e sui materiali che incontra (come ad esempio i pali telefonici ed elettrici). Il risultato è la formazione di solchi e scanalature nelle rocce argillose, mentre le pareti rocciose e i blocchi sul terreno risultano lisci e levigati.
Il vento deposita le particelle
Quando il vento cessa o diminuisce la velocità, deposita il materiale che stava trasportando. Le sabbie si accumulano sotto forma di caratteristici cumuli, le dune, che hanno altezze comprese fra i 10-100 metri o più. Le dune non sono mai isolate, ma raggruppate a formare dei campi di dune che sono in movimento per opera della spinta del vento. Quando, in seguito al cambiamento delle condizioni ambientali e climatiche, le dune vengono ricoperte dalla vegetazione hanno una forma e una posizione fissa.
Le sabbie sottili vengono trasportate attraverso vento dalle regioni desertiche a luoghi molto distanti, si depositano in vari strati e formano il loss. Depositi di loss si trovano in Europa centro settentrionale, Cina e Nord America.
I deserti e le regioni desertiche
Le regioni desertiche sono caratterizzate dalla siccità, e i tipici corsi d’acqua sono chiamati uadi: si osservano quasi sempre in secca perché l’acqua evapora o si infiltra nel sottosuolo prima di raggiungere il mare. Quando le acque si raccolgono in depressioni, evaporano lasciando strati di sedimenti di rocce evaporitiche; così si formano ad esempio i chott, “deserti di sale” della Tunisia o le playa dei deserti della California. Sempre per evaporazione dell’acqua e ossidazione dei sali contenuti nei minerali delle rocce di un deserto, si forma una caratteristica patina di color nero, che viene chiamata vernice del deserto.
Un deserto può non essere totalmente piatto, ma presentare una superficie caratterizzata da rilievi con ripidi versanti, senza vegetazione, che hanno alla base un accumulo di detriti. Caratteristici del paesaggio desertico sono i vasti altipiani chiamati mesa o meseta (che rappresentano quanto rimane di una vasta piana erosa) e i buttle (rilievi a forma di torre).

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