Il paesaggio agricolo

Essendo l’agricoltura la prima attività dell’uomo, i paesaggi agrari sono diffusi in tutti i continenti e in tutte le popolazioni. Così come per le industrie, anche la distribuzione delle attività agricole è disuguale tra il mondo sviluppato e quello sottosviluppato. In America del Nord e in Europa sono ampiamente diffusi paesaggi rurali, dove l’agricoltura ha carattere intensivo. In queste zone, vasti terreni sono soggetti ad una rotazione periodica delle colture; in questo modo, facendo uso anche di moderni macchinari, si producono enormi quantità di merce destinata all’esportazione e alla produzione industriale. Anche l’allevamento è molto sviluppato: si pensi che per Danimarca e Irlanda costituisce la base economica.
Viceversa, nella maggior parte delle nazioni africane, asiatiche e dell’America Latina, l’agricoltura rappresenta ancora un’attività di sussistenza. La produzione agricola, ottenuta con tecniche primitive, serve solo a soddisfare i bisogni di poche persone. Oltretutto, in queste regioni è molto diffusa l’agricoltura itinerante, un’attività molto precaria e soprattutto dannosa per il terreno e l’ambiente. Essa consiste nel disboscamento di superfici più o meno ampie, dopo che la vegetazione è stata incendiata. La terra viene quindi messa a coltura, ma, non essendo né curata, né concimata, viene resa sterile e abbandonata. In questi stati è, inoltre, molto diffusa la monocoltura. Estesi territori vengono coltivati con un determinato tipo di pianta, generalmente quella più richiesta per le esportazioni. Questo, chiaramente, impoverisce l’eterogeneità del paesaggio.

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