Difendersi dalle frane

Le frane provocano danni ingenti alle cose e alle persone e la prevenzione viene messa in atto attraverso il consolidamento del versante a rischio. Prima di tutto è necessario individuare il terreno franoso ed evitare di costruire opere edilizie o operare scavi. Inoltre è necessario evitare che grandi quantità di acqua scorrano sulla superficie di questo terreno, costruire fossi di scolo e favorire la copertura vegetale.
I muri di sostegno o gabbionate, sono costruzioni che servono a contenere il materiale che si muoverebbe verso il basso del pendio.
La frana del Vajont
Dal 1957 iniziarono i lavori per la costruzione di una diga che sbarrava il torrente Vajont. A monte della diga si era formato un lago e le osservazioni dei geologi avevano messo in evidenza che i pendii delle montagne che lo circondavano non erano stabili: le rocce sedimentarie dei versanti erano appoggiate a strati sottostanti di argilla poco compatti e scivolavano sopra di essi. Dopo una prima frana, il 9 ottobre del 1963, 300 milioni di metri cubi  di materiale scivolarono dal Monte Toc nel lago e provocarono un’onda di 40 milioni di metri cubi d’acqua che superò la diga. Gli effetti furono devastanti perché l’onda travolse il paese di Longarone ed altri centri abitati vicini. In questo caso la responsabilità dell’uomo è evidente perché non vennero tenuti in considerazione gli studi dei geologi in fase di progettazione della diga né quelli che seguirono ai primi movimenti franosi.

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