Ricostruire il passato

Quello dei paleontologi è un paziente lavoro di investigazione, in cui anche il più piccolo indizio può essere fondamentale per ricostruire, a volte da un piccolissimo frammento osseo, l’aspetto e le abitudini di vita di un essere vivente del passato.
In generale, si utilizza anche in paleontologia, come in geologia, il principio dell’attualismo, per cui si ipotizza che organi simili (una zampa, un cranio, una spina dorsale) in organismi attuali e del passato servissero allo stesso scopo e funzionassero nello stesso modo. Per questo, la ricostruzione degli organismi fossili viene fatta cercando il confronto con gli organismi attuali più simili al reperto da studiare. Attualmente, l’uso dei computer e le nuove tecnologie biomeccaniche e bioingegneristiche permettono ricostruzioni impensabili fino a qualche decennio fa. Utilizzando calchi delle ossa, per esempio, si possono ricostruire le inserzioni dei tendini e dei muscoli, determinare lo sviluppo e la disposizione della massa muscolare, in poche parole si può “rivestire” di muscoli e carne lo scheletro, creando una ricostruzione dell’animale “in carne ed ossa”. Se, come accade in alcuni casi fortunati, si ritrovano conservate impronte dei delicati tessuti cutanei o cartilaginei, si possono aggiungere altri particolari al “modello”, come creste e protuberanze ossee, membranose o cartilaginee, l’aspetto della pelle, liscia, rugosa, a scaglie, la presenza di peli e penne. In alcuni casi, con il ritrovamento delle impronte delle volute cerebrali sul cranio, è stato possibile anche ricostruire le dimensioni del cervello, o, in casi eccezionali, ricostruire gli organi interni. Per ricostruire e riconoscere una specie, però, non è necessario ritrovare un individuo completo: le caratteristiche della specie vengono pazientemente ricostruite utilizzando le parti meglio conservate di numerosi individui, come in un complicato puzzle. Naturalmente, quando vengono ritrovati individui completi e in perfetto stato di conservazione, le informazioni che questi forniscono sono di particolare importanza, perchè permettono di verificare il modello.
Accade, però, che, soprattutto per organismi molto antichi, appartenenti a phyla estinti, come, per esempio, i bizzarri animali della fauna di Burgess, non sia possibile fare paragoni con analoghi organismi attuali: in questo caso, si sfrutterà il principio di convergenza adattativa, in base al quale organismi diversi che vivono nel medesimo ambiente finiscono per avere una morfologia simile, e diverrà quindi importante capire in quale tipo di ambiente vivesse il fossile ritrovato.

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