La storia della vita

L’era successiva, il Mesozoico, è caratterizzata dalla straordinaria evoluzione dei rettili, gli indiscussi signori di quest’era. Evolutisi dagli anfibi con “l’invenzione” dell’uovo, che li rese indipendenti dall’acqua anche per la riproduzione, alcuni rettili ritornarono all’acqua, diventando abili nuotatori. La maggior parte dei rettili era erbivora, ma si evolvettero molte specie carnivore. Alcuni poi, come il dinosauro pennuto del genere Falcarius che sta facendo recentemente parlare di sè, ritornarono ad uno stile di vita erbivoro. Nel corso del Mesozoico si svilupparono anche alcuni rettili particolari, forse a sangue caldo, di piccola taglia, goffi e con un’andatura ondeggiante, da cui si evolveranno, verso la fine del Giurassico, i mammiferi.
Tra i rettili, quelli che più stimolano la nostra fantasia sono i dinosauri, il cui nome significa “rettile terribile”, anche se soltanto alcuni loro rappresentanti erano davvero tali: occupavano, infatti, tutte le nicchie ecologiche, con specie di tutte le taglie e per la maggior parte erbivori. Anzi, fino alla fine del Giurassico erano per la maggior parte di piccole dimensioni e il gigantismo che tanto ci affascina si sviluppò nel Cretaceo, poco prima dell’estinzione di massa che ne cancellò la maggior parte delle specie. I primi rettili volanti comparvero alla fine del Triassico, circa 70 milioni di anni prima degli uccelli veri e propri, di cui, però, non sono i progenitori. Questi ultimi comparvero circa 140-150 milioni di anni fa, alla fine del Giurassico, evoluti da una classe di rettili, detti ornitischi (“dal bacino di uccello”, cui appartengono, per esempio, Stegosaurus e Triceratops): il famosissimo Archaeopteryx, rinvenuto in una cava della Germania meridionale, è uno dei primi rappresentanti, riconosciuto come uccello grazie alla straordinaria conservazione, in un calcare a grana finissima, delle impronte delle sottilissime strutture delle penne.
I ricercatori stanno ancora discutendo sulla comparsa dell’attitudine al volo e sul ruolo delle penne: recentissime scoperte, infatti, in Cina, nello Utah, in AlasKa, mostrano l’esistenza di molti dinosauri coperti di piume, ma del tutto inadatti al volo, come Beipiaosauro, Falcarius o Troodon. Le penne sembrerebbero essere comparse ben prima della possibilità di librarsi in volo.
Meno appariscenti dei rettili, anche gli insetti, decimati dall’estinzione paleozoica, si diversificarono notevolmente nel Mesozoico. Il ruolo degli insetti divenne molto importante alla fine del Mesozoico (nel Cretaceo, 100 milioni di anni fa), con la comparse delle piante con fiore (angiosperme), che arricchì ulteriormente lo scenario della vita, rendendo gli ambienti della Terra sempre più simili a quelli a noi famigliari.
Al limite Cretaceo-Terziario, 65 milioni di anni fa, si verificò un’altra grande estinzione di massa, che ridusse drasticamente il numero delle specie viventi, come già era accaduto alla fine del Paleozoico. Queste sono le due estinzioni più conosciute e più drastiche, ma altri episodi di questo tipo si sono ripetuti più volte nel corso della storia della Terra. Sulle possibili cause di questa estinzione, molte teorie sono state avanzate, alcune anche piuttosto fantasiose (come quella che ritiene che la grande quantità di escrementi prodotti dai grandi dinosauri erbivori abbia causato un aumento della concentrazione di metano nell’atmosfera, che avrebbe avvelenato la maggior parte degli esseri viventi): tra le teorie più accreditate è l’ipotesi della caduta di un meteorite nel Golfo del Messico (il meteorite di Chicxulub, nello Yucatan), che avrebbe causato, con le polveri prodotte dall’impatto, un’opacizzazione dell’atmosfera, con conseguente abbassamento delle temperature e rallentamento della fotosintesi, con una drastica riduzione del cibo a disposizione degli erbivori e la morte della maggior parte degli esseri viventi. Il cratere d’impatto non è più visibile, perchè sepolto dai sedimenti terziari, ma le prove della caduta dell’asteroide sarebbero nella presenza di anomale quantità di iridio nei livelli geologici di quest’età in tutto il mondo.
L’era successiva, il Cenozoico, è l’era dei mammiferi. Scomparsi gli antagonisti più potenti, i rettili, i mammiferi conoscono una grandissima diversificazione di specie durante il Cenozoico. Durante il Mesozoico, infatti, a causa della competizione con i più forti rettili, i mammiferi rimasero di piccola taglia e poco appariscenti, ma nell’arco di circa 10 milioni di anni dopo l’estinzione di massa, sono comparsi circa 130 generi di mammiferi, più di quanti ne esistessero fino ad allora!

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