Nascita e maturità

Da dove nascono le stelle? Lo spazio interstellare non è vuoto, ma è riempito dal cosiddetto mezzo interstellare, una miscela di gas e polveri distribuiti su larga scala in maniera pressoché uniforme. Andando però a osservare su scala ridotta notiamo che la materia tende ad addensarsi e formare nubi di gas, prevalentemente idrogeno, e polveri. Queste nubi sono in equilibrio dinamico e termico alla rigida temperatura di -270°C. Per cause esterne alle nubi stesse, a volte può succedere che il materiale di cui sono composte cominci a comprimersi in un volume minore e a risentire dell’effetto della mutua attrazione gravitazionale. Via via che si contrae la compressione riscalda il gas soprattutto nelle regioni più interne della nube e l’oggetto in formazione comincia a splendere. Ma è solo quando la temperatura centrale raggiunge i 10 milioni di gradi e si innescano le prime reazioni nucleari che una stella nasce a tutti gli effetti. Infatti, il calore generato dalla fusione dell’idrogeno fa espandere il gas che riesce, a sua volta, a controbilanciare efficacemente il collasso gravitazionale su tempi scala assai lunghi. La nuova stella si trova così nella condizione di equilibrio più stabile e duratura della sua intera esistenza, rimanendo approssimativamente costante in dimensioni e luminosità. Il nostro Sole si trova circa a metà di questa fase; per stelle di massa paragonabile questo periodo dura circa 10 miliardi di anni.
Abbiamo già detto che il Sole è una stella di tipo medio. La maggioranza delle stelle presenti nella Via Lattea sono più piccole della nostra e sono chiamate nane rosse; con una massa pari a un terzo di quella della nostra stella bruciano il loro combustibile a un ritmo molto lento e possono rimanere a questo stadio evolutivo anche per centinaia di miliardi di anni, un tempo più lungo di quello dell’intero universo.
Sotto le 0,08 masse solari ci sono invece le nane brune, corpi che non possono essere considerate stelle a tutti gli effetti perché il collasso gravitazionale non riesce ad accendere le reazioni nucleari centrali.
Alcune stelle, al contrario, sono anche più grandi del Sole. Con una massa compresa tra le 10 e le 50 masse solari e dimensioni di 1000 volte superiori, abbiamo le cosiddette supergiganti. Oggetti di questo tipo consumano il carburante a ritmi molto elevanti e, di conseguenza, hanno una vita breve, qualche centinaio di milione di anni, costellata da frequenti fasi di instabilità in cui possono anche subire elevate perdita di massa. Le stelle supergiganti sono generalmente blu, ma nel corso della loro evoluzione cambiano colore fino a diventare rosse.

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