Raggruppamenti stellari

Le costellazioni sono raggruppamenti di stelle che formano in cielo alcuni schemi familiari. Tuttavia, la sfera celeste non è altro che una proiezione bidimensionale dell’universo che ci circonda centrata sul nostro pianeta. Così considerando la terza dimensione, cioè la profondità, stelle appartenenti a una stessa costellazione non sono legate tra loro da alcuna relazione, anzi, si trovano spesso a distanze considerevoli le une dalle altre. La credenza quindi che alcune costellazioni possano avere un’influenza sulla vita delle persone appare quindi del tutto infondata.
Tuttavia, non significa che stelle vivano da sole, tutt’altro. Spesso infatti le stelle formano sistemi complessi con due, tre o più componenti tenute insieme dalla mutua attrazione gravitazionale.
La configurazione più probabile è quella delle stelle doppie, coppie di stelle che orbitano  intorno a un baricentro comune. Nei sistemi particolarmente stretti, le due componenti possono scambiarsi massa, a volte in misura imponente. L’attrazione gravitazionale della stella più densa e compatta provoca infatti il risucchio di materia dalla compagna più espansa, anche se di analoga massa.
Oltre alle doppie, si possono trovare sistemi multipli e veri e propri ammassi, raggruppamenti stellari legati insieme dalla gravità. Questi ultimi si distinguono in due famiglie: gli ammassi aperti e gli ammassi globulari. I primi sono costituiti da un numero che va da una decina a un migliaio di stelle di recente formazione concentrati in una regione con un diametro di una decina di anni-luce. Gli ammassi aperti sono infatti testimonianza dell’infanzia delle stelle che tendono a nascere in veri e propri grappoli all’interno del disco della nostra galassia. Su tempi scala di 1 o 2 miliardi di anni gli ammassi aperti sono destinati a disgregarsi: le interazioni gravitazionali agiscono come una fionda ed espellono tutte le stelle dell’ammasso. Numerosi sono gli ammassi aperti sufficientemente vicini a noi da essere visibili a occhio nudo: primo fra tutti per luminosità è quello delle Pleiadi nella costellazione del Toro, a soli 425 anni luce di distanza dalla Terra.
Altra cosa sono invece gli ammassi globulari. Molto più rari di quelli aperti, possono essere costituiti da più di un milione di stelle addensate in non più di un centinaio di anni-luce: sono così densi da sopravvivere per molto più tempo agli assalti gravitazionali che disgregano invece i più giovani ammassi aperti. E infatti gli ammassi globulari sono costituiti da stelle molto vecchie, nate quando la galassia era ancora in formazione, e sono distribuiti in un alone sferico intorno al centro. Gli scienziati li studiano proprio perché possono custodire segreti sulla formazione stessa della Via Lattea.

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