Il paesaggio sotterraneo

Osservando uno spaccato verticale di un sistema carsico, si osservano diverse zone, in funzione di come l’acqua vi è presente e vi si muove.
La zona di assorbimento
La zona di assorbimento è la zona più superficiale, dove le acque di superficie e meteoriche si infiltrano in profondità. L’assorbimento può avvenire attraverso sistemi di innumerevoli fratture, in modo diffuso, che non dà molte evidenze in superficie, oppure in punti di assorbimento concentrato, come le doline, depressioni che raccolgono e concentrano le acque superficiali: in questo modo l’azione corrosiva dell’acqua si concentra su un piccolo numero di fratture, che vengono quindi allargate in modo preferenziale conducendo rapidamente allo sviluppo di forme carsiche sotterranee. A volte l’ingresso delle acque di superficie in profondità prende forme ancor più spettacolari: corsi d’acqua che scorrono su rocce impermeabili e non carsificabili, al contatto con rocce carsificabili, come calcari e dolomie, vengono letteralmente inghiottiti nel sottosuolo, a volte con piccole perdite che asciugano gradatamente la portata del fiume, fino a farlo scomparire, lasciando una valle secca, a volte con spettacolari inghiotttitoi che catturano totalmente la portata del corso d’acqua: un esempio particolarmente spettacolare è la cattura del fiume Reka, in Slovenia, che, attraverso le grotte di San Canziano, viene inghiottito e scompare per riapparire 40 km più a valle, da risorgenti vicino a Trieste, con il nome di Timavo.
La zona di trasferimento, o zona vadosa
Al di sotto della zona di assorbimento, si sviluppa la zona di trasferimento verticale, dove l’acqua scorre per lo più verso il basso, e le grotte presentano un andamento prevalentemente verticale. Il progressivo unirsi e concentrarsi degli scorrimenti idrici sotterranei fa sì che dalla zona di trasferimento verticale si passi gradatamente alla zona di trasferimento orizzontale, dove l’acqua si organizza in veri e propri corsi d’acqua che, in modo del tutto simile a quanto accade in superficie, scavano ed erodono canyon, forre, meandri, caratterizzati da una serie di forme di erosione come marmitte e calderoni alla base dei pozzi. L’acqua ha qui in genere una forte energia e una velocità elevata, così che i fenomeni di erosione prevalgono su quelli di corrosione.
Tutta questa zona appartiene alla cosiddetta zona vadosa, termine che indica la presenza di vuoti contemporaneamente riempiti di aria e acqua, con acqua che vi scorre a pelo libero. Nella zona di trasferimento verticale sono rari i tratti di gallerie o condotte completamente allagate, mentre nella zona di trasferimento orizzontale si possono trovare laghi sotterranei, dove ostacoli al deflusso dell’acqua ne rallentano il passaggio e provocano la formazione di piccoli bacini, spesso temporanei. A volte il livello dell’acqua può superare il tetto della galleria, e allora il lago si trasforma in un sifone, cioè una porzione di galleria completamente allagata, dove la volta si immerge sotto al pelo dell’acqua: normalmente, nella zona di scorrimento orizzontale il superamento di un sifone permette di proseguire le esplorazioni in zona subaerea. Sifoni di questo tipo non sono in genere molto profondi. Una delle principali cause di formazione di laghi e sifoni è la presenza di depressioni con il fondo reso impermeabile da depositi di argilla. Il livello dell’acqua nei laghi e nei sifoni, inoltre, può variare notevolmente in funzione dell’alimentazione esterna (precipitazioni), per cui in periodi molto piovosi gallerie normalmente asciutte possono divenire completamente allagate e viceversa. Sono noti casi in cui il livello delle acque all’interno di un sistema carsico risale, in periodi particolarmente piovosi, di più di 100 m allagando, ovviamente, tutte le gallerie che si trovano al di sotto di questa quota.
La zona satura
Al di sotto della zona di scorrimento orizzontale, si trova la zona satura (spesso chiamata anche, con termine un po’ improrio, zona freatica), cioè la zona dove tutte le cavità, condotti, gallerie, sale, fratture, di qualsiasi forma e dimensione, sono completamente allagate: è questa la zona che interessa gli speleosubaquei. Questo si verifica, in prossimità della costa, a livello del mare, o, in aree più distanti, a livello dei principali fondovalle, in corrispondenza del cosiddetto livello di base, cioè il livello al di sotto del quale tutti i vuoti sono completamente pieni di acqua.

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