Diverse zone, diverse forme

Le morfologie di grotta rispecchiano la zona in cui si sono formate: nella zona vadosa prevalgono forme di erosione meccanica (come forre e meandri e pozzi cascata) e di crollo, come le sale, mentre nella zona satura prevalgono forme di corrosione.
Il ritrovamento di forme tipiche di zona satura in una zona vadosa (o, più raramente, viceversa) è un prezioso indizio per ricostruire l’evoluzione e la storia geologica della grotta.
La maggior parte delle cavità sotterranee si forma nella zona satura, in particolare al tetto di questa (in prossimità di quella che viene, un po’ impropriamente, chiamata superficie piezometrica), dove le gallerie sono permanentemente allagate, ma dove ci sia anche un certo rimescolamento delle acque e una miscelazione con acque meteoriche, che “rinnovano” periodicamente la capacità corrosiva. Le grotte non si formano quindi a partire dalla superficie, ma dall’interno, poichè è necessario che i flussi d’acqua si concentrino, per poter dare gallerie e condotti di una certa dimensione.
Le forme delle gallerie e dei condotti della zona satura sono particolari: la presenza di acqua che occupa uniformemente tutta la sezione della galleria fa sì che la corrosione avvenga su tutta la superficie, dando origine a condotti a sezione circolare (sia verticali che orizzontali). Se sono presenti orizzonti più facilmente corrodibili, come piani di strato, o piani di particolare debolezza della roccia, la sezione può allungarsi in questa direzione, dando origine a gallerie a sezione ellittica, o più complessa. Gallerie di questo tipo si dicono gallerie singenetiche, o, con termine meno corretto, freatiche, e rappresentano le prime fasi nella nascita e evoluzione di una grotta. Se il flusso dell’acqua è molto lento, sul fondo dei condotti si possono accumulare sedimenti fini che “proteggono” la roccia dalla corrosione: in questo caso la dissoluzione avviene solo sulla volta, e si formano gallerie dette paragenetiche, di solito caratterizzate da un soffitto piatto.
Forme di corrosione a piccola scala si accompagnano alla morfologia singenetica, e, quando vengono ritrovate, sono indizi preziosi nella ricostruzione della storia di una grotta. Si possono osservare, per esempio, canali di volta (resti delle più antiche condotte di un sistema carsico, che si osservano serpeggiare sulla volta di gallerie più grandi), cupole per miscela di acque (alla confluenza di condotti che portano acque a chimismo differente), oppure scallops. Questi ultimi sono piccole concavità asimmetriche, con un’estremità allungata a indicare il verso della corrente, dovute alla formazione di vortici e turbolenze nel flusso idrico. A volte si conservano anche in grotte fossili e possono essere osservate dagli speleologi. Sono preziosissimi indizi sulla circolazione idrica del passato: non soltanto permettono, infatti, di riconoscere il verso della corrente, ma le dimensioni possono aiutare a valutare la velocità del flusso in condizioni di piena; queste infatti sono inversamente proporzionali alla velocità: forme piccole e ravvicinate indicano un flusso veloce, forme grandi e ben distanziate indicano flussi lenti.

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