Acque aggressive e sovrassature

L’acqua che viene a contatto con la roccia è inizialmente sottosatura, cioè è in grado di sciogliere i minerali della roccia arricchendosi progressivamente di ioni liberati dalla reazione di dissoluzione, fino a raggiungere le condizioni di saturazione, cioè di soluzione acquosa che contiene la massima quantità possibile di un particolare ione per determinate condizioni di temperatura, pressione atmosferica o contenuto in altri acidi. Raggiunta questa condizione di saturazione, le acque non hanno più effetti chimici sulla roccia, che possono attaccare soltanto con processi meccanici di erosione (come accade per le acque dei fiumi in superficie).
Se intervengono variazioni di temperatura, di contenuto in CO2 o di concentrazione della soluzione (per esempio, per evaporazione), le acque sature divengono sovrassature, cioè, si trovano a contenere un quantitativo di carbonato di calcio disciolto in eccesso, e quindi se ne liberano depositandolo, sotto forma di cristalli di calcite, a formare le concrezioni, tra le quali stalattiti e stalagmiti sono le forme più note, ma che possono presentarsi con una vasta gamma di forme e colori, talvolta bizzarre e curiose (proprio l’evaporazione di gocce d’acqua incautamente sgocciolate sui nostri lavandini è la responsabile della formazione dell’odiato “calcare” sugli stessi che è, in sostanza, una forma di concrezione).

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