Le piattaforme

Quando un ghiacciaio raggiunge il mare, si allunga in una lingua galleggiante. La confluenza di diverse lingue galleggianti origina la formazione di una piattaforma glaciale: una sorta di tabulato pianeggiante che galleggia sul mare ancorandosi alla terraferma tramite le lingue che lo alimentano. La più estesa piattaforma glaciale è la Piattaforama di Ross, in Antartide, con uno spessore medio di 300 m e una superficie di 472.960 km2, pari a quella della Francia, delimitata verso il mare da pareti di ghiaccio alte fino a 200 m. Le diverse lingue glaciali che alimentano le piattaforme si muovono con velocità differenti, e questo, insieme alle correnti marine e al moto ondoso, determina una grande instabilità dei margini. Vi si formano infatti enormi fratture, dette chasm, come per esempio quella osservata in Antartide, sulla Barriera di Filchner, lunga 100 km e larga da 400 m a 5 km. Queste impressionanti fratture sono il preludio al distacco di enormi porzioni di piattaforma, che formano giganteschi iceberg tabulari, che si allontanano andando alla deriva. Basi di ricerca scientifica costruite sulla piattaforma sono state coinvolte nella formazione di questi enormi iceberg e trascinate alla deriva, come è accaduto a due basi americane e a una sovietica.

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