I ghiacciai continentali

Le calotte glaciali, o ice-sheet (dall’inglese “coltri di ghiaccio”), chiamate anche, con un termine norvegese, inlandsis, ghiacci continentali, sono estensioni di ghiaccio con una superficie superiore a 50.000 km2, dove il ghiaccio seppellisce e maschera il rilievo sottostante, che non ne influenza l’andamento.
La superficie è in genere blandamente convessa, come una sorta di cupola molto piatta, da cui possono emergere le cime più elevate del rilievo sottostante, che prendono il nome di nunatak, termine Inuit che significa “montagna isolata”. Il settore centrale, più rilevato, di una calotta prende il nome di duomo, o, in inglese, dome.
Simili alle calotte, ma di dimensioni minori sono gli ice cap, “cappelli di ghiaccio”.
Dalle calotte si dipartono colate di ghiaccio che fluiscono radialmente in varie direzioni e prendono il nome di ghiacciai di sbocco. Questi sono veri e propri fiumi di ghiaccio, a volte con dimensioni immense: il più grande della Terra è il Ghiacciaio Lambert, che si stacca dalla calotta antartica, lungo 400 km, con una larghezza che supera i 50 km.
La maggior parte dei ghiacciai di sbocco raggiunge il mare dove origina lingue di ghiaccio che si estendono galleggiando sulla superficie marina anche per chilometri: con un processo chiamato calving, è qui che si produce la maggior parte degli iceberg. Il Ghiacciaio Lambert, per esempio confluisce nella piattaforma di Amery e scorre formando una lingua galleggiante che si estende 300 km con un fronte largo 200 km.
Circa l’85,7% del ghiaccio sulla superficie terrestre si trova nelle grandi calotte dell’Antartide, mentre nella calotta della Groenlandia si trova circa il 10,9%: queste due aree insieme costituiscono la quasi totalità (96,6%) del ghiaccio sulla superficie terrestre.
Calotte e ice cap di dimensioni molto minori si trovano in Alaska, sulle isole dell’arcipelago canadese (Baffin, Ellesmere, Heiberg, Vittoria) e in Islanda, sugli arcipelaghi di Jan Mayen, delle Svalbard, della Terra di Francesco Giuseppe e sulla penisola scandinava (dove il ghiacciaio più esteso è lo Jostedalsbreen, dove breen significa ghiacciaio, il più grande d’Europa, esclusa l’Islanda). Nell’emisfero australe, vaste estensioni di ghiacci simili a calotte si trovano sulle Ande patagoniche, a formare lo Hielo Continental (hielo significa gelo,o ghiaccio in spagnolo), con una superficie di 17.000 km2 e ben 50 ghiacciai di sbocco che se ne dipartono: alcuni di questi terminano in grandi laghi di contatto glaciale, come il lago Vidma e il lago Argentino.

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