Gli iceberg

Gli iceberg (da ice, ghiaccio e berg, montagna, montagne di ghiaccio) si formano in due condizioni:

  • quando ghiacciai terrestri scendono fino al mare o a un lago, la parte finale della lingua di ghiaccio, a contatto con l’acqua, inizia a galleggiare. Con un fenomeno detto calving, si formano grandi fratture nella massa di ghiaccio, con conseguente distacco di porzioni più o meno grandi. La forma di questo tipo di iceberg è in genere irregolare, con una superficie frastagliata e tormentata.
  • i movimenti di correnti e maree nell’acqua sottostante, insieme alla costante spinta esercitata dai ghiacciai che alimentano le piattaforme, causano la fratturazione e la frammentazione delle piattaforme stesse. Ogni anno in Antartide, per esempio, si perdono in questo modo tra i 1.450 e i 2.000 km3 di ghiaccio (un volume equivalente a circa la metà dell’acqua potabile consumata in un anno nel mondo).

Gli iceberg di questo ultimo tipo hanno in genere la forma di piatti tavolati dalla superficie relativamente liscia e regolare. Sono tipici della zona antartica, mentre gli iceberg del primo tipo si formano più facilmente nei mari artici, dove le terre emerse non sono circondate da piattaforme di ghiaccio galleggiante e i numerosi ghiacciai terrestri possono perciò sfociare direttamente in mare. Iceberg di piccole dimensioni si possono formare anche per crolli di blocchi di ghiaccio dalle fronti, senza che necessariamente queste galleggino sul mare o su un lago.
Essendo il ghiaccio meno denso dell’acqua, gli iceberg galleggiano sulla superficie marina: la parte immersa è quindi circa 7- 10 volte (a seconda della differenza di densità tra acqua e ghiaccio) più alta di quella emersa. Se si considera che alcuni iceberg possono essere alti, rispetto alla superficie del mare, parecchie decine di metri, si comprende bene come l’appellativo di “montagne di ghiaccio” sia particolarmente indicato: un iceberg che mostra una parete di 30 metri, continua, per esempio, sotto il livello del mare, fino a una profondità di più di 200 metri!
L’iceberg più grande mai avvistato è un iceberg antartico, osservato nel 1956, che misurava 335 x 97 km, con una superficie di 31.000 km2, pari a quella del Belgio.
Una volta staccatisi dal ghiacciaio o dalla piattaforma, gli iceberg vengono sospinti alla deriva dai venti, dalle correnti e dalle maree. L’erosione operata dal vento e dalle onde e la progressiva fusione a cui vanno incontro spostandosi verso latitudini più calde ne riducono le dimensioni, insieme a frammentazioni causate da violente tempeste o collisioni tra loro o con la terraferma. Il destino degli iceberg è quindi quello di ridursi di dimensioni fino a scomparire, ma la loro vita può essere anche di parecchi anni.

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