Due mondi da non confondere

Grotte nel ghiaccio e ghiaccio nelle grotte!
Molte grotte carsiche, scavate in roccia, contengono ghiaccio al loro interno, in quantità che possono essere anche importanti. Non vanno quindi confuse con le grotte nel ghiaccio, interamente formate all’interno di un ghiacciaio. I meccanismi che portano alla formazione di ghiaccio in grotta sono molti e molto complessi. Ghiaccio stagionale si può formare in inverno per congelamento dell’acqua che percola attraverso le fessure, in prossimità degli ingressi, dove le temperature della grotta risentono delle rigide temperature esterne. Quantità di ghiaccio maggiori si possono formare per congelamento di piccoli specchi d’acqua, come è documentato, per esempio, da alcune grotte sulla Grigna Settentrionale, nelle Prealpi Lombarde: qui il ghiaccio risulta essere piuttosto antico, risalendo all’inizio dell’attività industriale. In alcuni casi, la vicinanza di un ghiacciaio può spingere nelle gallerie ghiaccio di ghiacciaio, come nella famosa Castelguard Cave, in Nord America. In altri casi, il ghiaccio si forma per accumulo e trasformazione di neve caduta nei pozzi d’ingresso. Lo studio del ghiaccio in grotta, affrontato in modo analogo allo studio delle carote prelevate sui ghiacciai, può dare preziosissime informazioni sulle variazioni climatiche più recenti.

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