Localizzare un terremoto

L’ipocentro è il punto, in profondità nella Terra, dove si è verificata la rottura che ha provocato il terremoto. L’epicentro è il corrispondente punto sulla superficie. Normalmente la zona dell’epicentro è quella che registra i danni più gravi, mentre l’intensità del terremoto si affievolisce allontanandosi. Lo studio dei tempi di arrivo delle onde in stazioni poste a distanze diverse dall’epicentro permette di determinare con precisione la posizione del ipocentro e anche il meccanismo del movimento che ha prodotto il terremoto. I sismi di maggior intensità producono, naturalmente, onde che vengono percepite molto lontano, talvolta attraversando l’intero pianeta, rimbalzando più volte lungo i diversi “strati” che costituiscono l’interno della Terra. A volte, in occasione dei sismi più potenti, la Terra continua ad oscillare per giorni interi, e gli effetti sono così importanti che si possono modificare anche alcuni parametri terrestri, come l’inclinazione dell’asse. Si tratta, però, di eventi che non portano alcuna conseguenza sulla vita del pianeta e, se sono misurati strumentalmente, non vengono percepiti dalla maggior parte degli esseri viventi.
Le informazioni raccolte nel corso di sismi di forse intensità hanno permesso di studiare e capire come è fatto l’interno della Terra, determinandone la struttura a “gusci” concentrici in base al tipo di onde e alle velocità con cui queste si propagano nei diversi materiali. Eventi disastrosi e catastrofici da un lato, si tramutano a volte in possibilità di studio preziose per capire il comportamento del nostro pianeta e poter costruire modelli di previsione per il futuro, per questo, mentre le squadre di soccorso sono al lavoro per portare aiuto alle popolazioni colpite, equipe di sismologi e geofisici sono sempre, silenziosamente, al lavoro per comprendere sempre meglio il comportamento del nostro inquieto pianeta.

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