I terremoti in Italia

L’italia è, come ben noto, un Paese particolarmente esposto al rischio sismico. Il Mediterraneo è infatti stretto nella morsa tra due giganti, l’Africa e l’Europa, che inesorabilmente si avvicinano l’una all’altra. Il contatto tra le due placche ha già creato, in passato, la catena alpina, quindi è evidente che le forze in gioco sono tutt’altro che trascurabili. Esistono importanti zone di subduzione, come nell’arco alpino, al di sotto della pianura padana e in una fascia che va dalla Sicilia all’Egeo. Il sollevamento degli Appennini spinti contro le coste della Dalmazia e la presenza di numerose zone di intensa attività vulcanica, spesso, ma non sempre, legata agli scontri tra le placche del Mediterraneo, fanno del nostro Paese una zona molto rischiosa in cui vivere. Negli ultimi 2000 anni, si sono registrati migliaia di terremoti, di cui almeno 150 di grande intensità, con più di 450.000 vittime (pari al 10% delle vittime di terremoti di uguale intensità in tutto il mondo). Soltanto la Sardegna e la Penisola Salentina sono storicamente “immuni” da terremoti (anche se, naturalmente, risentono dei terremoti verificatisi in altre zone). Nell’arco alpino la sismicità è relativamente bassa, ad eccezione di Trentino, Friuli e Piemonte, mentre tutto il resto della penisola è a rischio sismico elevato, in particolare nell’Italia centro-meridionale, dove tra Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia si registra circa il 50% dei terremoti storici.

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