Cosa sono

Un terremoto, lo dice la parola stessa, è un moto, un movimento della Terra, chiamato anche sisma, dal greco “scossa”. La Terra è un pianeta “vivo”, che si muove continuamente sotto ai nostri piedi, a causa della sua dinamica interna e dei processi tettonici: basti pensare che ogni anno le coste dell’America e dell’Europa si allontanano di qualche centimetro. Normalmente, i movimenti avvengono in modo continuo e impercettibile, tuttavia a volte, a causa della resistenza offerta dalle rocce, le spinte e le deformazioni tettoniche si accumulano progressivamente, come in una molla che si carica. Al superamento della resistenza delle rocce, si verificano improvvisamente la rottura e il movimento lungo la superficie di frattura: questo provoca un improvviso rilascio di energia, che si propaga poi all’interno della Terra, producendo una serie di vibrazioni, le onde sismiche, fino a raggiungere la superficie. E’ proprio qui che noi percepiamo gli effetti, spesso distruttivi, talora catastrofici, dei terremoti. I punti dove si verificano rottura e movimento delle rocce sono le faglie, superfici a volte di enormi dimensioni e di estensione chilometrica, lungo le quali rocce diverse, ma anche interi continenti, spinti dalle forze tettoniche, vengono a contatto tra loro e si deformano, fino alla rottura finale. Le dimensioni delle faglie possono essere molto diverse: da enormi cicatrici che percorrono tutto il nostro pianeta segnando il contatto tra diverse placche litosferiche, a piccole superfici di pochi metri quadrati. L’energia del terremoto dipende, però, non tanto dall’estensione della superficie, quanto dall’entità del movimento e dalla quantità di energia che si era accumulata prima della rottura. In genere, però, i sismi di maggior intensità si localizzano in corrispondenza delle faglie di maggiori dimensioni. A queste in genere si accompagnano superfici di movimento più piccole, che possono provocare sismi di minore intensità, a volte come conseguenza di un sisma più importante, come accade con le scosse di assestamento che seguono l’evento principale. Il terremoto di qualche giorno fa in Indonesia potrebbe proprio essere di questo tipo, un movimento secondario, se pure di grandissima intensità, a seguito del fortissimo sisma di dicembre. Faglie molto attive, che si muovono in continuazione, possono sembrare pericolose perchè generano una grande quantità di piccoli terremoti, tuttavia sono le faglie che si muovono poco, e che quindi si “caricano” lentamente di grandi quantità di energia, quelle che dobbiamo temere di più.

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