Rocce sedimentarie

L’azione dell’acqua e dell’aria tende a trasformare e demolire i minerali che compongono le rocce, provocando la loro disgregazione e formando frammenti di varie dimensioni che si chiamano detriti. Le acque dei fiumi e dei mari, il vento e i ghiacciai trasportano i detriti e li accumulano nelle depressioni della superficie terrestre formando inizialmente dei depositi sciolti. Nel corso del tempo i sedimenti trasportati si accumulano sopra quelli già esistenti comprimendo quelli sottostanti. I detriti compressi sono sottoposti ad una pressione che porta alla perdita dell’acqua presente tra i frammenti, così che in modo progressivo il materiale si compatta. Alcune sostanze minerali sono sciolte nell’acqua presente e si depositano negli spazi fra i detriti formando un “cemento” che li tiene insieme. In un tempo di milioni di anni si forma una roccia sedimentaria dura e compatta attraverso quelli che vengono chiamati processi di compattazione e cementificazione dei sedimenti sciolti. L’insieme di questi processi chimici e fisici prende il nome di diagenesi, ed é più attiva per alcuni periodi di tempo e meno in altri.  In questo modo si formano depositi costituiti da strati che sono facilmente visibili nelle pareti di un canyon o nei versanti delle Dolomiti.
Dove si trovano?
I sassi di varie dimensioni che si trovano alla base dei versanti in montagna, le sabbie o le argille, la ghiaia e i sassi arrotondati che si trovano lungo i fiumi sono rocce sedimentarie clastiche. In particolare le ghiaie, quando sono tenute insieme da una sabbia fine si chiamano conglomerati. Le rocce piroclastiche sono le rocce sedimentarie formate dai frammenti di lava prodotti dalle eruzioni vulcaniche esplosive e poi depositati in strati.
Molto importanti e particolari sono le rocce organogene formate dai depositi dei gusci di molluschi marini. I fondali oceanici sono coperti da fango formato dai gusci di organismi planctonici come i foraminiferi (che hanno gusci calcarei e formeranno rocce organogene carbonatiche), radiolari e diatomee (che hanno gusci silicei e formeranno rocce organogene silicee). Altri tipi di rocce organogene vengono costruiti dall’attività di organismi marini: i polipi delle madrepore costruiscono i loro scheletri calcarei che formano le barriere coralline. Esempi spettacolari di scogliere coralline sono le Dolomiti, un tempo sommerse ed immerse in un oceano, ora montagne imponenti. Alcune alghe azzurre sono invece capaci di estrarre il carbonato di calcio dall’acqua e lo depositano, costruendo delle strutture a forma di cupola formate da tanti strati sottili sovrapposti: le stromatoliti. Ricordiamo che l’accumulo del materiale vegetale forma i carboni fossili.
Nelle grotte carsiche, in prossimità di sorgenti o cascate, il carbonato di calcio si deposita a formare stalattiti, stalagmiti, il travertino e l’alabastro, mentre i depositi di minerali insolubili in acqua come il ferro e l’alluminio, forma le lateriti  e le bauxite. Queste sono rocce sedimentarie chimiche che derivano da un processo di deposizione generato da reazioni di tipo chimico. Anche minerali come la calcite, la salgemma e il gesso si depositano in un mare o in un lago in seguito all’evaporazione dell’acqua, come accade nel mar Rosso, nel Mediterraneo orientale e nel Mar Morto, formando le evaporiti. Rocce evaporitiche si trovano in Emilia Romagna, in Sicilia e nelle Marche. Si sono formate 6–7 milioni di anni fa quando l’Europa si è avvicinata all’Africa e si è chiuso lo stretto di Gibilterra (che garantiva uno scambio di acqua tra i mari).  L’acqua del mar Mediterraneo è evaporata, si sono formati i depositi evaporitici e nuove terre sono emerse.
La selce e le sue varietà come l’opale (pietra ornamentale di valore), sono rocce sedimentarie silicee formate da cristalli di quarzo microscopici. Si formano per l’accumulo di gusci di organismi, sia marini che di acqua dolce, che hanno gusci composti da silice, come i radiolari e le diatomee.

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