Giacimenti e miniere in Italia

In Italia la maggior parte delle miniere esistenti all’inizio del 1900 è stata ormai chiusa. Apprezzabili giacimenti di mercurio (sotto forma di cinabro) sono presenti sul Monte Amiata, il cui sfruttamento è terminato negli anni ’70 del secolo scorso, e minerali di fluoro (fluorite) venivano estratti nelle miniere sarde di Silius fino a pochi anni fa. Invece, le miniere di ferro (presenti a Cogne, in Val D’Aosta, nell’Isola d’Elba e in Sardegna) e di carbone (nella zona del Sulcis, in Sardegna) sono state abbandonate a causa della bassa concentrazione di minerale presente e dei maggiori costi di produzione rispetto ad altri giacimenti situati all’estero. Più importante è, indubbiamente, la produzione dei materiali detti di “seconda categoria” come calcari, marmi, graniti, argille, sabbie, travertini, ecc. In particolare, l’Italia è uno dei maggiori fornitori al mondo di pomice. La pomice estratta proviene soprattutto da Lipari, i cui giacimenti sono particolarmente rinomati in tutto il mondo perché, in virtù dell′elevato contenuto di silice (70% circa) e delle qualità fisiche del materiale estratto, forniscono il miglior prodotto sul mercato. L’Italia, inoltre, è al secondo posto in Europa, dopo la Germania, per la produzione dell’acciaio. E’ uno dei maggiori produttori al mondo di minerali feldspatici (silicati), con 4,7 milioni di tonnellate prodotte nel 2015. L’esportazione in tutto il mondo di pietre naturali, soprattutto marmo, è molto elevata. Il marmo in Italia è presente in numerose località. L’area geografica più importante per la produzione di marmo bianco è sita in Toscana, precisamente sulle Alpi Apuane. Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia e Veneto sono altre importanti aree per l’estrazione del marmo colorato.

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