Attività estrattiva nel 5000 a.C.

Le primissime tecniche di estrazione risalgono al Neolitico (5000 a. C.): la pietra veniva estratta principalmente con l’utilizzo di mazze e picconi. Intorno al 3000 a. C., in Egitto, venne adottata una nuova tecnica che, fino a poco tempo fa, era ancora impiegata nelle piccole cave sprovviste di attrezzatura moderna. Essa consisteva nell’inserire nelle fratture delle pareti rocciose cunei di legno che, una volta bagnati, aumentano di volume e con la loro pressione provocano lo scollamento dei massi. Questo metodo fu in uso in tutto il mondo antico, anche presso i Romani. Un’altra tecnica consisteva nel piantare dei tasselli di ferro su cui battere con mazze pesanti. Agli inizi del ‘700 si sviluppò l’impiego dell’esplosivo: in cunicoli disposti ordinatamente nella roccia veniva introdotta dinamite che causava l’abbattimento di una grossa quantità di massi. Questa procedura, però, risultava poco vantaggiosa sia per lo spreco eccessivo di materiale che per la pericolosità nei confronti dei lavoratori.

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