La questione sicurezza

Esistono ancora molte perplessità per gli aspetti di sicurezza a causa della poca familiarità con questo vettore energetico. Tuttavia un’analisi più attenta ridimensiona il concetto di pericolosità dell’idrogeno.
Questo gas è meno infiammabile della benzina (ha una temperatura di autoaccensione maggiore). L’idrogeno è il più leggero degli elementi e perciò si diluisce e si disperde molto rapidamente in spazi aperti. E’ praticamente impossibile farlo detonare, se non in spazi confinati (per individuare concentrazioni potenzialmente pericolose si utilizzano sensori che possono facilmente comandare adeguati sistemi di sicurezza).Inoltre, quando brucia, l’idrogeno si consuma molto rapidamente, sempre con fiamme dirette verso l’alto.
Per contro materiali come la benzina, il gasolio, il GPL o il gas naturale sono più pesanti dell’aria e, non disperdendosi, rimangono una fonte di pericolo per tempi molto più lunghi. E’ stato calcolato che l’incendio di un veicolo a benzina dura 20 – 30 minuti, mentre per un veicolo a idrogeno non dura più di 1–2 minuti. Inoltre, nel caso di fiamme da idrogeno, vi sono poche possibilità che materiali vicini possano essere a loro volta incendiati, riducendo così, oltre alla durata dell’incendio, anche il pericolo di emissioni tossiche.
L’idrogeno, al contrario dei combustibili fossili, non è tossico, né corrosivo ed eventuali perdite dai serbatoi non causano problemi di inquinamento del terreno o di falde acquifere sotterranee.

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