I veicoli a idrogeno

L’intervento in questo settore è orientato allo sviluppo sia di motori a combustione interna, sia di motori a celle a combustibile, questi ultimi essenziali per un sistema di trasporto a minimo impatto ambientale.
Nel primo caso si tratta di un motore con cilindri e pistoni, che brucia idrogeno invece di benzina o gasolio e non costringe a ripensare la tecnologia dei motori a scoppio. Nel secondo caso si tratta di una tecnologia in cui le celle a combustibile producono corrente  e alimentano dei motori elettrici.
Uno dei vantaggi dell’uso di celle a combustibile per la trazione di veicoli è il loro rendimento energetico; infatti, la percentuale che risulta effettivamente utilizzabile per il movimento del veicolo è di oltre il 50% dell’energia prodotta dal carburante mentre, nei motori a benzina, si raggiunge al massimo il 40%. Inoltre, nel traffico urbano il rendimento energetico dei veicoli ad idrogeno risulta circa il doppio di quello delle auto classiche. Infine il materiale di scarico è costituito da solo vapore acqueo, quindi con un impatto ambientale pressoché nullo.
L’idrogeno può essere fornito alle celle di un veicolo da un serbatoio dove è conservato allo stato liquido, oppure gassoso. In alternativa può essere estratto da idrocarburi, come metano o metanolo direttamente a bordo mediante un reformer. Attualmente è allo studio la possibilità di sfruttare il boroidrato di sodio e l’olio di girasole.
Le caratteristiche delle celle a combustibile permettono inoltre la realizzazione di veicoli con taglie anche molto diverse, dalle bici all’auto, all’autobus, alle motrici ferroviarie. Attualmente molte case automobilistiche stanno realizzando modelli sperimentali di automobili e di autobus a idrogeno. Alcuni prototipi già circolano in diverse città italiane ed estere.
Il problema per lo sviluppo dei veicoli a idrogeno, oltre a quello della produzione di tale  combustibile, è che manca una rete di distribuzione e di stazioni di rifornimento per questo gas. Oggi i distributori di idrogeno sono una rarità come i due solitari di Berlino, di Monaco e quello che si sta realizzando a Milano e che sorgerà vicino alla centrale a “celle a combustibile” della Bicocca.
Tra i problemi tecnologici, uno dei più critici è il sistema di accumulo dell’idrogeno a bordo, che condiziona pesantemente l’autonomia del veicolo a causa dell’eccessivo peso e ingombro dei serbatoi attuali.

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