Produzione da biomasse

Nella produzione di idrogeno da biomasse nessuno dei processi proposti ha ancora raggiunto la maturità industriale.
Una delle tecniche utilizzate per ottenere idrogeno dalle biomasse è quella della pirolisi, un processo che per mezzo della decomposizione termica, spezza le molecole complesse delle sostanze organiche in elementi semplici, separati. Essa consiste nel riscaldare la sostanza a 900–1000 gradi centigradi, in assenza di aria, in opportuni impianti, con ottenimento di sostanze volatili e di un residuo solido.
In natura esistono anche dei piccoli organismi, detti microrganismi fotosintetici, che producono idrogeno con l’aiuto dell’energia solare. Molti ricercatori stanno studiando la possibilità di ottenere discrete quantità di idrogeno proprio da questi sistemi. Si parla di tecniche fotobiologiche consistenti nell’ utilizzo di energia solare abbinata a sistemi biologici come alghe, microrganismi, rifiuti organici. In particolare, gli studi sono rivolti all’ingegneria genetica per ottimizzare la produzione di idrogeno da parte di microrganismi fotosintetici.
Alcuni ricercatori stanno sperimentando la produzione di idrogeno dai “rifiuti umidi” o da acque di scarico di processi alimentari  tramite bioreattori  anaerobici in cui si sfruttano i fenomeni di fermentazione; in questo caso si parla di tecniche biochimiche. E’ una tecnologia promettente, anche se allo stato sperimentale, e ricercatori impegnati in vari progetti ritengono di poter arrivare a sistemi commerciali in tempi medio-brevi.
Le diverse alternative richiedono tutte un impegno notevole di ricerca, sviluppo e dimostrazione, anche se a livelli diversi. Le premesse sono comunque buone, tenuto conto anche dei diversi materiali utilizzabili.

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