Nuove frontiere

Lo sviluppo tecnologico e la necessità di recuperare energia dal maggior numero possibile di fonti stanno contribuendo alla riscoperta dell’energia geotermica e ad un aumento dei suoi campi di utilizzo: del calore “pulito e a buon mercato fornito dal nostro pianeta, nulla viene sprecato!
Utilizzando sistemi di pompe di calore, che estraggono calore da un fluido impiegando modeste quantità di energia elettrica, calore che viene poi ceduto ad un serbatoio di calore, si possono utilizzare per il riscaldamento domestico acque con temperature molto basse, fino a 30-40° C. Le stesse acque sono utilizzabili anche direttamente con sistemi di riscaldamento a pannelli invece che a termosifoni.
Attualmente sono allo studio sistemi di sfruttamento dei cosiddetti campi di rocce calde secche. A profondità elevate (intorno ai 5.000 m), anche in condizioni di flussi di calore normali, la maggior parte delle rocce è sufficientemente calda da poter alimentare un sistema geotermico. Se il calore terrestre non manca mai, a volte, però, manca l’altro “ingrediente” fondamentale per l’utilizzo della risorsa geotermica: la circolazione dell’acqua in profondità. In questo caso, la natura deve essere “aiutata” a creare un serbatoio favorevole alla formazione di un sistema geotermico: acque fredde vengono immesse artificialmente in pozzi profondi, dopo aver provveduto alla fratturazione delle rocce circostanti per permettere all’acqua di infiltrarsi, in modo da ricreare un sistema acquifero simile ad un campo geotermico naturale, dal quale è possibile prelevare acque riscaldate.
In alcune zone della Terra, come nel Golfo del Messico, sono stati scoperti sistemi geotermici a 4.000 m di profondità, in cui acque calde sono mescolate a metano ad altissime pressioni: in questo caso, lo sfruttamento ricaverebbe non solo energia geotermica, ma anche una notevole quantità di idrocarburi.
Anche le isole Hawaii, con il calore dei numerosi vulcani attivi, costituiscono un terreno di sperimentazione formidabile. Per esempio, si sta sperimentando la produzione di idrogeno da acque molto calde a contatto con magmi vulcanici, le cui temperature sono intorno ai 900-1.200° C. Quella che però rappresenta l’ultimissima frontiera in questo campo di ricerca è la possibilità di immettere rifiuti organici a contatto con i magmi caldi per produrre idrocarburi gassosi. L’uomo sarà davvero in grado di riprodurre i processi della Natura per creare energia?

Argomenti speciali

Dalla Mediateca

  • energia

    Centrale geotermoelettrica

    Guarda

    energia

    Energia dalla Terra

    Guarda

    energia

    Geyser nel parco di Yellowstone

    Guarda
  • energia

    Macachi giapponesi

    Guarda

    energia

    Schema di una centrale geotermica

    Guarda

    energia

    Potenza installata degli impianti geotermici in Italia

    Guarda
  • energia

    Produzione geotermica in Italia

    Guarda

    energia

    Numero impianti geotermoelettrici in Italia

    Guarda

    energia

    Geotermico: capacità installata nel 2017

    Guarda
  • energia

    Centrale geotermoelettrica

    Guarda

    energia

    Energia dalla Terra

    Guarda
  • energia

    Geyser nel parco di Yellowstone

    Guarda

    energia

    Macachi giapponesi

    Guarda
  • energia

    Schema di una centrale geotermica

    Guarda

    energia

    Potenza installata degli impianti geotermici in Italia

    Guarda
  • energia

    Centrale geotermoelettrica

    Guarda
  • energia

    Energia dalla Terra

    Guarda
  • energia

    Geyser nel parco di Yellowstone

    Guarda

Curiosità