Un po’ di storia: energia geotermica

L’utilizzo delle acque geotermiche è antichissimo e risale probabilmente al Paleolitico superiore. Tuttavia, il suo sviluppo in chiave più specificamente sanitaria ha avuto origine in Giappone e in Italia circa 2000 anni fa. Ma, mentre in Giappone si è limitato entro i confini nazionali, dall’Italia i Romani lo hanno diffuso in tutte le regioni dell’Impero (Ungheria, Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Turchia e Paesi Arabi).
Solo a partire dal Rinascimento, però, il termalismo viene trattato in maniera scientifica, con la stampa del De Thermis, scritto da Andrea Bacci (Venezia, 1571). Da questo momento, tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo, si costruiscono in Europa numerosi stabilimenti termali, con la funzione di centri terapeutici per la cura del corpo e dello “spirito”. Oltre all’Italia, il paese più rinomato d’Europa per le terme, grazie ai suoi 170 centri, vanno ricordate anche l’Ungheria con Budapest (forte di una tradizione risalente ai romani) e l’Islanda.
Gli usi energetici dei fluidi geotermici si svilupparono più tardi di quelli termali.
Il primo impianto industriale per la produzione di energia fu costruito in Toscana nel 1827. A quell’epoca, Francesco Larderel, proprietario di un impianto che produceva acido borico estraendolo dalle acque circolanti nel sottosuolo della zona, ebbe una brillante idea. Invece di far evaporare le acque boriche bruciando la legna dei boschi vicini, pensò di sfruttare il calore naturalmente contenuto in queste acque. L’idea ebbe successo e, fino al 1875, l’industria chimica di Larderello fu la più importante del mondo nel settore dei prodotti borici. Sempre a Larderello, nel 1904 furono accese le prime lampadine con l’energia geotermica e nel 1913 fu costruito il primo impianto industriale per la produzione di elettricità di origine geotermica, con una potenza di 250 kW. Da allora l’Italia è sempre stata leader nella produzione di energia geotermoelettrica, accumulando nel tempo un patrimonio di esperienze unico al mondo.
A partire dagli anni ’20, l’attività geotermica si diffuse anche in Giappone, Islanda e Ungheria e poi, dagli anni ’50, nel resto del mondo.

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