Sequestro del carbonio

Le foreste aiutano a sottrarre anidride carbonica dall’atmosfera e lo trasformano attraverso la fotosintesi in carbonio, che poi “immagazzinano” sotto forma di legno e vegetazione. Questo processo è chiamato “sequestro del carbonio”. In genere, gli alberi sono costituiti per circa il 20% del loro peso da carbonio e l’intera biomassa forestale agisce come un “serbatoio di assorbimento del carbonio”. Anche la materia organica che si trova nel suolo delle foreste, come ad esempio l’humus che deriva dalla decomposizione del materiale vegetale morto, funziona come un serbatoio di carbonio. In questo modo le foreste sono in grado di catturare e immagazzinare un’enorme quantità di carbonio, infatti, secondo la FAO le foreste del pianeta ed il loro sottobosco assorbono in totale più di un trilione di tonnellate di carbonio, il doppio di quello che si trova nell’atmosfera. Nel bilancio tra emissioni e assorbimento di anidride carbonica, un ecosistema è considerato un pozzo (carbon sink) quando assorbe più anidride carbonica di quanta ne emette. Si definisce fonte (carbon source), invece, quando un ecosistema emette più CO2 di quanta ne assorbe. E’ detto Carbon stock il sequestro di carbonio nella biomassa.
In un bosco il carbonio è stoccato in comparti:

  • biomassa epigea, ovvero la sostanza organica viva sopra la terra;
  • biomassa ipogea, ovvero la sostanza organica viva sotto terra;
  • necromassa, ovvero la sostanza organica morta nel legno;
  • lettiera, ovvero la sostanze organiche morta situata sulla superficie del suolo, come rami, foglie e animali;
  • sostanza organica nel suolo.

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