Piante della foresta temperata

La foresta temperata possiede solo due strati di vegetazione, a differenza di quella tropicale. Gli alberi più alti hanno la volta generalmente a circa 15-30 metri di altezza e al di sotto di questa si trova uno strato di arbusti e alberelli a circa 5-10 metri. Per questo motivo al suolo arriva maggior luce rispetto alla foresta tropicale e quindi la flora a terra è molto rigogliosa: felci, muschi e licheni, in particolar modo nelle zone ad alta piovosità. Durante il periodo di crescita primaverile, cioè quando la volta degli alberi non è ancora completamente formata, la luminosità al suolo è elevata e questo permette la crescita dei vegetali a terra. Per questo motivo, molte delle specie che vivono al suolo crescono, fioriscono e fruttificano prima che l’estate sia inoltrata. Successivamente, iniziano a crescere le piante sciafile, cioè piante che prediligono l’ombra. Esse possiedono meccanismi estremamente efficienti per la cattura e l’impiego della luce a bassa intensità e sono capaci di sopravvivere anche quando la volta degli alberi copre totalmente il terreno sottostante. Gli alberi principali di questo bioma sono: faggi, aceri, querce, pioppi, noci, tigli, castagni, betulle, olmi e, in America, anche liriodendri.
Il faggio
Il faggio (Fagus selvatica) è alto fino a 40 metri, con chioma larga e a cupola. Il frutto, detto faggiola, è simile al riccio di castagno, ma gli aculei non pungono in quanto più morbidi e arrotondati. Predilige terreni argillosi e ben arieggiati in zone a clima umido e riparate dai rigidi geli invernali. È frequente in Europa centrale e occidentale dove rappresenta un’importante essenza boschiva. Non è soltanto un albero di grande utilità (mobili, pavimenti, traverse ferroviarie, cellulosa), ma è anche un diffuso albero ornamentale.
L’acero montano
L’acero montano (Acer pseudoplatanus) vive quasi esclusivamente nei boschi settentrionali collinari e montani, fino a 1800 m. di altitudine. Si tratta di una pianta ad accrescimento rapido, che predilige i terreni freschi e umidi e può raggiungere i 25-30 metri di altezza.
La quercia
Le querce (Quercus spp.) sono alberi o arbusti alti fino a 40 metri. La quercia può vivere dai 500 ai 1000 anni. I frutti sono ghiande di forma allungata, protette alla base da un involucro a forma di coppa. Sono diffuse nelle zone montane tropicali (Messico, Himalaya, Indonesia), nei climi di tipo mediterraneo (California, Bacino Mediterraneo) e in quelli temperati (Nordamerica, Asia, Europa). La quercia è utilizzata per legname da costruzione, scale, pavimenti, mobili, botti e traverse ferroviarie.
Il pioppo tremulo
Il pioppo tremulo (Populus tremula) è un albero di media grandezza alto fino a 25 metri. Cresce rapidamente. Predilige le zone calde, in pieno sole. Sparso qua e là in Europa centrale, un po’ più raro in quella occidentale. Si può piantare su terreni non coltivati, in modo da fissarli rapidamente e durevolmente. Presenta una notevole resistenza agli scarichi industriali, infatti cresce bene anche nelle città.
Il noce
Il noce (Juglas regia) è un albero di notevoli dimensioni, può raggiungere i 20 metri. I frutti sono drupe (è un frutto carnoso, cioè la parete dell’ovario che avvolge i semi a maturità diviene succosa) con parte carnosa (mallo) verde, che seccando libera il nocciolo legnoso (noce) contenente un seme ricco di grassi, commestibile. Il noce è diffuso in gran parte del mondo come albero da frutto e per il pregiato legname usato per mobili; la sua coltivazione é produttiva nelle zone a clima temperato. I paesi più importanti per la nocciolatura sono gli Stati Uniti.
Il tiglio
Il tiglio (Tilia cordata) è un bellissimo albero a fusto eretto che può raggiungere i 30 metri di altezza. Esistono varie specie di tigli tra le quali è assai comune il Tilia platyphyilos. Il tiglio selvatico si rinviene nei boschi cedui, nelle macchie, sui pendii e le rocce soleggiate, lungo le rive dei fiumi, nelle zone montane e submontane dell’Europa centrale; più raro in quella occidentale. I tigli sono spesso impiegati per ombreggiare i viali delle città, adornare parchi e giardini. Per gli antichi greci questa pianta ha sempre evocato, con il suo aspetto e profumo, la femminilità; infatti, la consideravano sacra ad Afrodite.
Il castagno
Il castagno (Castanea sativa) è un albero maestoso alto 20-30 metri. I fiori sono avvolti da un involucro detto “riccio” irto di spine, prima verde e poi bruno-giallastro. Dopo essere stato fecondato, esso ospita al suo interno i frutti, cioè le castagne. Più precisamente si parla di castagne se in ciascun riccio maturano due o tre frutti. Se, invece, la varietà di castagno porta a maturazione un solo esemplare per riccio allora il frutto, molto grosso e sferoidale, viene chiamato “marrone”. Le castagne maturano in autunno. A seconda delle varietà più o meno precoci, diventano disponibili per il consumo fresco dall’inizio di settembre fino ai primi di novembre.
La betulla
La betulla (Betula pendula) è originaria dell’Europa e del Sud est asiatico. Cresce bene in terreni sabbiosi e ricchi di torba. Il nome del genere deriva dal celtico betu. La betulla bianca è molto diffusa in Europa dove raggiunge, a nord, il 65° di latitudine e a sud la Sicilia. Ama il sole, cresce solitaria o a gruppetti nei boschi radi di collina e montagna, associandosi a latifoglie e conifere. Allo stato spontaneo, s’insedia su terreni anche aridi e spogli, preferibilmente acidi, con buona disponibilità idrica, ed è molto resistente al gelo. E’ usata come pianta ornamentale per l’eleganza del portamento e il colore decorativo della corteccia e delle foglie.
L’olmo
L’olmo campestre (Ulmus carpinifolia) è Originario del Nord Africa, Europa ed Asia sud-occidentale. Della famiglia delle Ulmaceae, giunge ad un’altezza massima di 30 metri. La chioma è semisferica, i rami sono sottili e marrone chiaro, i fiori piccoli e rossi. La corteccia è grigio-marrone con profondi solchi, le foglie, ovali con cima appuntita, hanno base obliqua.
L’albero dei tulipani
Il liriodendro (Liriodendron tulipifera) è chiamato anche “albero dei tulipani”, perché i fiori ricordano la forma dei tulipani. La specie è originaria dei settore orientale del Nord America, ed è stata portata nel nostro continente alla metà dei secolo XVII, diffondendosi come ornamentale per la bellezza dei fiori e delle foglie e in Europa centrale anche per il legname. Pianta eliofila (amante della luce), piuttosto rustica e longeva, sopporta bene freddi intensi, ma è esigente per il terreno, che preferisce profondo e fertile. Il legno del liriodendro è di color giallo chiaro ed è chiamato “pioppo giallo”, perché simile ad esso; è di discreta qualità, inattaccabile dai tarli, e ha numerosi impieghi, soprattutto in falegnameria per mobili, strumenti musicali, imballaggi, rivestimenti e nell’industria cartaria.

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