Gli inizi dell’esplorazione spaziale

Quella dell’esplorazione spaziale è una storia recente. Proprio nel 2007 si è festeggiato il cinquantenario del lancio del primo satellite artificiale, lo Sputnik. Era il 4 ottobre 1957, quando Radio Mosca diede l’annuncio che l’URSS era riuscita a lanciare in orbita una sfera di 58 cm di diametro del peso di 83 kg.Per l’America fu un duro colpo, essendo tecnologicamente inferiore non possedeva missili in grado di lanciare così lontano oggetti di quel peso.
La reazione degli americani non tardò però ad arrivare: il 31 gennaio 1958 un missile Jupiter dell’esercito, progettato dallo scienziato tedesco Werner Von Braun, inventore dei missili V2 della seconda guerra mondiale, lanciò in orbita il primo satellite americano chiamato Explorer 1. A partire dagli anni ‘60 l’URSS si dedicò alla progettazione di satelliti orbitali con la serie Vostok  che culminò con  l’annuncio il 12 aprile 1961 del primo astronauta, il maggiore Yuri Alexievic Gagarin,  in volo orbitale intorno alla Terra. La serie Vostok continuò e in particolare il 16 giugno 1963 il Vostok 6 ospitò per la prima volta a bordo una donna: Valentina Tereskova. Gli americani, nel frattempo, dal 1° ottobre 1958 avevano creato il National Aeronautic and Space Administration (NASA) e  avevano dato il via al programma Mercury che permise all’astronauta Alan B. Shepard di compiere, il 5 maggio 1961, il primo volo suborbitale.
Il 25 maggio di quello stesso anno, il presidente John F. Kennedy tenne un discorso presentato come “Messaggio speciale al Congresso sui bisogni urgenti della nazione”, nel quale presentò il programma Apollo. Il passaggio del discorso che più catturò l’attenzione degli americani riguardava l’esplorazione spaziale: “credo che questa nazione debba impegnarsi a conseguire l’obiettivo, entro il decennio in corso, di far sbarcare un uomo sulla Luna per poi riportarlo sano e salvo sulla Terra. In questo periodo nessun altro progetto spaziale sarà più imponente agli occhi dell’umanità o più rilevante ai fini dell’esplorazione spaziale a lungo raggio…”
Il programmanon fu certo privo di pericoli: il 27 gennaio 1967 durante un’esercitazione a terra scoppiò un incendio nell’interno dell’Apollo 1 e l’intero equipaggio morì. Il programma riprese un anno dopo e continuò fino all’Apollo 11 con a bordo il comandante Neil Armstrong  e i piloti Michael Collins e Edwin Aldrin. Alle 4:57 (ora italiana) del 21 luglio Armstrong mise piede sul suolo lunare, e pronunciò la famosa frase “È un piccolo passo per l’uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità”.
La serie Apollo continuò fino al 1997 con l’Apollo 17; alcune missioni orbitarono intorno alla Luna senza sbarcarvi, altre come l’Apollo 12, 14, 15, 16 e 17, invece, ne visitarono la superficie.

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