Energia eolica in Italia

Nel 2017 l’Italia si è posizionata al 10° posto nel mondo nella classifica per la potenza eolica, con 9,5 GW installati. Un posto di tutto rispetto, se si considerano le piccole dimensioni del nostro Paese, rispetto a “giganti” come gli USA, la Cina o l’India.
Le condizioni per la produzione di energia eolica nel nostro Paese, inoltre, non sono delle più favorevoli, a causa della conformazione allungata e stretta del territorio e della presenza di rilievi elevati, come l’arco alpino, che fanno da ostacolo ai venti, tuttavia localmente vi sono molte situazioni favorevoli, in particolare lungo il crinale appenninico adriatico e sulle isole, e grande potenzialità hanno gli impianti offshore.
Il 1994 è l’anno in cui la produzione di energia eolica inizia a comparire in modo interessante (e non più solo con impianti pilota o sperimentali) nel bilancio energetico nazionale, e da allora ha continuato a far registrare aumenti significativi. Nel 1994 l’energia eolica (con una produzione di 6 GWh) costituiva lo 0,02% dell’energia prodotta da fonte rinnovabile, nel 2001 si passa (con una produzione di 1.179 GWh) al 2,14%, nel 2006 si balza al 5,6% (con una produzione di 2.971 GWh), ma è nel 2007 che inizia veramente il “salto di qualità”: nel 2007, l’energia eolica prodotta (4.034 GWh) ha costituito circa l’8% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e l’1,2% del bilancio elettrico nazionale (che considera l’energia prodotta più quella importata). La crescita dell’eolico è continuata anche negli anni successivi e nel 2016 ha raggiunto la quota 17.689 GWh.
Alla fine del 2016, in Italia risultano installati 3.598 impianti eolici. A causa delle caratteristiche fisiografiche del nostro territorio e del conseguente regime dei venti, tuttavia, la distribuzione non è uniforme nelle diverse Regioni. Il maggior numero di impianti si trova in Puglia (892 impianti), seguita da Basilicata (722), Sicilia (524), Campania (388), Sardegna (354), Calabria (244), Toscana (110), Emilia Romagna (66), Marche (50), Abruzzo (49), Lazio (46), Molise (42), Liguria (34), Umbria (23), Veneto (17), Piemonte (16), Trentino (13), Lombardia (7), Friuli Venezia Giulia (5) e Valle d’Aosta (4).
Per quanto riguarda la potenza efficiente lorda, alla fine del 2016 ha raggiunto i 9.410 MW, così distribuiti: Puglia (2.441 MW, il 25,9% della potenza eolica nazionale), Sicilia (1.795 MW, il 19,1% della potenza eolica nazionale), Campania (1.351 MW, il 14,4%), Calabria (1.0305 MW, il 10,9%), Sardegna (1.012 MW, il 10,7%), Basilicata (867 MW, il 9,2%), Molise (374 MW, il 4%), Abruzzo (232 MW, il 2,5%), Toscana (123 MW, l’1,3%), Liguria (58 MW, lo 0,6%), Lazio (52 MW, lo 0,6%), Emilia Romagna (25 MW, lo 0,3%), Marche (20 MW, lo 0,2%), Piemonte (19 MW, lo 0,2%), Veneto (9 MW, lo 0,1%), Valle d’Aosta (3 MW, lo 0,1%), Umbria (2 MW, lo 0,1%).
L’energia prodotta nel 2016 è stata pari a 17.689 GWh, e proviene per il 27,1% dalla Puglia, il 17,3% dalla Sicilia, il 14,5% dalla Campania, il 12,3% dalla Calabria, il 10,6% dalla Sardegna, il 6,5% dalla Basilicata, il 4% dal Molise, il 2,1% dall’Abruzzo, l’1,3% dalla Toscana. In tutte le altre Regioni la produzione di energia da fonte eolica è inferiore all’1%.
Si vede quindi come le Regioni dell’Italia meridionale e centrale siano le più produttive, grazie alle favorevoli condizioni dei venti lungo il crinale appenninico e sui rilievi delle isole, mentre la presenza delle Alpi condiziona negativamente lo sfruttamento del vento nelle regioni a ridosso dell’arco alpino.
(Fonte: GSE, Rapporto Statistico “Energia da Fonti Rinnovabili in Italia – 2016”)
Scenari futuri

Secondo l’OWEMES (Offshore Wind and other marine renewable Energy in Mediterranean and European Seas) i futuri scenari dell’eolico indicano la Puglia come la regione con la maggiore estensione in km2 utilizzabili per l’offshore (2.932 km2), seguono le Marche (2.717 km2), Sicilia (1.772 km2), Sardegna (1.270 km2), Abruzzo (952 km2), Toscana (727 km2), Emilia Romagna (369 km2), Molise (292 km2) e Lazio (6 km2), per un totale di 11.686 km2 da poter dedicare allo sviluppo eolico. Alle isole maggiori va la possibilità di contare su luoghi con una velocità del vento superiore (circa 7-8 metri al secondo) rispetto alla media degli altri siti (6-7 m/s), mentre la Puglia appare essere una delle regioni più interessate allo sviluppo di parchi marini.

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