L’oro del deserto

L’importanza economica del deserto è legata anche allo sfruttamento delle risorse minerarie, attività presente già dall’antichità. In Egitto, per esempio, durante l’egemonia romana, veniva estratto il porfido rosso che veniva utilizzato per ornare i grandi edifici pubblici e le dimore dell’imperatore. L’importanza del porfido rosso era legata probabilmente, oltre che alla sua bellezza, alla scelta della porpora come colore reale o imperiale: il suo nome infatti, “porphyrites” deriva da “porphyra”, che significa porpora. Le cave di porpora si trovavano nel Deserto orientale egiziano su un monte a 1660 metri sul livello del mare, che prendeva il nome dal colore delle rocce: “Mons Porphyrites” o “Mons Igneus”, cioè monte di fuoco. Le cave furono abbandonate definitivamente nella prima metà del V secolo. In alcuni deserti si trovano giacimenti minerari di oro e granito, anch’essi sfruttati fin dall’antichità. La risorsa economica principale dei deserti è, comunque, il petrolio, i cui giacimenti più ricchi si trovano nel Golfo Persico (Arabia Saudita, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iran). In questa zona, dall’estensione limitata, è presente il 65% delle riserve mondiali di petrolio; solo in Arabia Saudita è presente il 25%; quest’ultima risulta essere quindi il Paese con le più ricche riserve di greggio.

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