L’ecosistema agricolo

Un tipico esempio di ecosistema artificiale è il campo coltivato, o agro-ecosistema. Si tratta di un sistema naturale modificato dall’uomo mediante l’attività agricola.
Si differenzia dall’ecosistema naturale per quattro aspetti:

  • la semplificazione: l’agricoltore privilegia un tipo di pianta combattendo tutte quelle specie animali e vegetali che potrebbero danneggiarla
  • l’apporto di energia da parte dell’uomo sotto forma di macchine, concimi, fitofarmaci, sementi selezionate, lavorazioni
  • la biomassa (raccolto) viene asportata una volta matura. Questo rende l’ecosistema un sistema aperto, cioè dipendente dall’esterno per reintrodurre sostanze fertilizzanti atte ad alimentare un nuovo processo di nascita e sviluppo del materiale organico (le piante). Un ecosistema naturale, invece, rimanendo la biomassa nell’ambiente originale si concima da solo.
  • l’immissione di sostanze inquinanti quali, nel caso di agricoltura intensiva, concimi chimici, antiparassitari e altre sostanze chimiche non biodegradabili che si accumulano nell’ecosistema o si perdono nel sottosuolo, arrivando in alcuni casi ad inquinare gravemente falde sotterranee, mari e fiumi.

Anche la casa è un piccolo ecosistema artificiale. Dall’esterno entrano oggetti, alimenti, energia solare, acqua, ecc. e all’esterno vengono immessi i rifiuti solidi e liquidi generati dalle attività umane. Analogamente la città. Essa dipende infatti dall’esterno per le forniture di acqua, cibo, materiali da costruzione e altre risorse necessarie al suo sviluppo e sempre all’esterno scarica i propri rifiuti (in discariche e inceneritori), cioè tutto quanto non contribuisce alla sopravvivenza dell’ecosistema città.

Argomenti speciali

Dalla Mediateca

Curiosità