Cicloni e uragani

Attorno alle aree di bassa pressione la circolazione dell’aria genera un vortice depressionario detto ciclone. Le modalità con cui si instaura una circolazione ciclonica sono sempre le stesse: il centro di bassa pressione richiama aria dalle aree circostanti, con un movimento in senso antiorario nell’emisfero N e orario nell’emisfero S.
Ma i cicloni non sono tutti uguali: perchè alcuni sono eventi violenti e improvvisi, vere e proprie catastrofi, perchè alcuni durano mesi, e altri invece sono relativamente “tranquilli” e non provocano danni?
In teoria, più è elevata la differenza di pressione, più violenti e veloci saranno i venti e quindi più distruttivo sarà il ciclone. Tuttavia, in genere le differenze di pressione sono relativamente modeste e simili da un vortice all’altro (in genere, qualche decina di mb). Tutto dipende dall’ampiezza dell’area interessata dalla bassa pressione. A parità di differenza di pressione, se l’area interessata dalla bassa pressione è ampia, il gradiente di pressione sarà basso e i venti relativamente “lenti”, se invece l’area è ristretta, il gradiente barico elevato provocherà venti violenti e molto veloci, che, in alcuni casi possono superare i 250 km/h, raggiungendo i 400 km/h, come nei tornado e nelle trombe d’aria.
Ben diversa sarà quindi la potenza di un cosiddetto ciclone extratropicale, come quelli che si instaurano alle nostre latitudini, che si estendono su aree di migliaia di km di diametro, da quella di un ciclone tropicale, o uragano, che raramente ha un’estensione che supera il centinaio di km. Ancora più distruttivi, ma su scala strettamente locale, sono le trombe d’aria e i tornado (dallo spagnolo “vortice“), o l’equivalente marino, le trombe d’acqua o trombe marine, che in genere hanno dimensioni di poche centinaia di metri: queste sono le manifestazioni meteorologiche più violente, anche se non le più distruttive, perchè, fortunatamente, sono di dimensioni molto ridotte e di brevissima durata.

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