Dal caldo al freddo

Tutti avranno sentito parlare su giornali e libri di “periodo caldo medievale” e “piccola era glaciale”. Questi termini, oggi entrati nell’uso comune, sono stati introdotti rispettivamente dallo storico del clima Hubert Lamb nel 1965 e da un glaciologo, Francois Matthes, nel 1939. Gli storici del clima e i paleoclimatologi non sono però in accordo sulla collocazione temporale e sulla durata di questi periodi e anche le stime delle variazioni di temperatura che li hanno caratterizzati sono diverse. Inoltre, il mutamento climatico in questi periodi non è variato solo da un anno all’altro, ma anche da un luogo all’altro del pianeta. Lamb ha collocato il periodo caldo medievale tra il 950 e il 1200 per la Russia europea e la Groenlandia, mentre per l’Europa ha indicato il periodo tra il 1150 il 1300, con temperature di 1-2°C superiori a quelle dei primi anni del XX secolo. Alcuni studiosi hanno contestato queste affermazioni, concludendo che “in qualche parte del Globo, in qualche periodo dell’anno, potrebbero aver prevalso condizioni relativamente calde”. La piccola era glaciale, invece, è un periodo di relativo raffreddamento, che ha interessato l’emisfero nord dal 1300 al 1850. Anche questo periodo freddo non fu costante e globale e secondo Fagan “non ci fu mai un gelo glaciale monolitico” ma “un’altalena climatica”, ovvero un’alternanza di periodi caldi e freddi spesso accompagnati da fenomeni climatici disastrosi.
Le differenti tesi proposte dagli scienziati sul “periodo caldo medievale” e sulla “piccola era glaciale” hanno fatto sì che si diffondessero informazioni poco corrette, che spesso sono state usate come prova che i cambiamenti climatici attuali non sono causati dall’uomo. Per cercare di fare un po’ di chiarezza, si può far riferimento al capitolo sul “Paleoclima” del Quarto Rapporto IPCC-WG1, fonte autorevole, che afferma che il periodo caldo medievale e la piccola era glaciale sono stati rispettivamente più caldi e più freddi dei periodi che li hanno immediatamente preceduti e seguiti. Inoltre, sono stati fenomeni locali, che non hanno influenzato il clima globale e non hanno interessato nello stesso periodo tutto il pianeta. E, soprattutto, non sono paragonabili all’attuale aumento di temperatura. Infatti, i dati climatici ci dicono che fino al 1900 le variazioni di temperatura sono state limitate, di pochi decimi di grado.

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