Lo squalo: una macchina perfetta!

Esempi incredibili di adattamento si trovano in particolare negli organismi marini, che devono vivere in un contesto come l’acqua.
Ti sarà capitato di guardare con la maschera sott’acqua e sicuramente ti sarai accorto di quanto sia difficile vedere lontano, la visibilità, infatti, in mare dipende da tanti fattori, quali: la temperatura dell’acqua, il fondale, gli organismi planctonici o la sospensione di vari elementi. Immagina ora di vivere in questo strano ecosistema e di essere un grosso predatore che deve procurarsi il cibo. Nelle profondità marine penetra pochissima luce e spesso la sospensione di vari organismi non permette di vedere chiaramente, ma tu sei uno squalo affamato in cerca di una gustosa preda. E’ tutto molto scuro, eppure ti accorgi che è lì, la tua preda desiderata e con un balzo fulmineo te la ritrovi tra le fauci! Gli occhi di sicuro non bastano per essere un predatore efficiente, e quindi la natura ha dovuto “inventarsi” strategie di adattamento davvero particolari per poter sopravvivere. Lo squalo, infatti, ha due sensi in più rispetto a noi umani: l’organo della linea laterale e le ampolle del Lorenzini. La linea laterale è un organo di senso costituito da una serie di canalini disposti lungo i fianchi, sotto la superficie cutanea, contenenti cellule sensoriali cigliate, sensibili ai movimenti dell’acqua intorno al corpo provocati da onde, prede o predatori. Questo organo quindi consente allo squalo di individuare oggetti in movimento (anche senza vederli!) e di localizzarli con notevole precisione. Ogni corpo in movimento in acqua produce, infatti, vibrazioni, che si trasmettono nell’ambiente allargandosi come gli anelli concentrici che si formano sulla superficie di un lago dopo che è caduto un sasso. Queste vibrazioni sono diverse a seconda delle dimensioni dell’animale e del suo stato di salute.
E’ questo il motivo per cui gli squali quasi magicamente compaiono in pochi secondi quando si cattura o si ferisce un pesce! L’adattamento dello squalo alla vita acquatica, però non finisce qui, infatti possiede un altro importante organo di senso: le Ampolle del Lorenzini. Questo organo è costituito da minuti forellini nella regione del capo, con ampolle piene di un gel conduttore, collegato con terminazioni nervose. Le cellule sensoriali sono in grado di distinguere campi elettrici debolissimi generati dagli altri animali a piccole distanze (20-30 cm, qualche metro al massimo). Ogni organismo vivente, infatti, è in grado di emette un potenziale elettrico (l’elettrocardiogramma o l’encefalogramma si basano proprio su questo fenomeno). Grazie a questo particolarissimo organo, lo squalo, quindi, si trasforma in una specie di “metal detector” capace di localizzare campi magnetici emessi da una preda, che anche se perfettamente mimetizzata o nascosta, non può certo inibire l’elettricità del suo corpo. Per questo motivo nemmeno una sogliola perfettamente nascosta sotto la sabbia è al sicuro! Le ampolle del Lorenzini sono un organo così sensibile da poter recepire campi magnetici dai 0,01 ai 0,0005 microvolt per centimetro, significa che una batteria per noi completamente scarica, per uno squalo potrebbe essere un’enorme fonte di energia.

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