Salvare la barriera corallina

Il corretto comportamento individuale è il primo passo per la conservazione di qualsiasi ecosistema, ma a ciò deve necessariamente seguire un impegno politico a livello mondiale. Il 60% delle barriere coralline mondiali e’ stato classificato “a rischio” dall’UNEP (United Nations Environment Programme). Tra le principali cause della distruzione dei coralli, il supersfruttamento della pesca, gli insediamenti turistici e l’uso massiccio di fertilizzanti. Nel 2001 l’agenzia ambientale delle Nazioni Unite, ha varato un progetto multimiliardario per la conservazione delle barriere coralline del mondo. ” L’iniziativa si chiama International Coral Reef Action Network, ha ottenuto dalle Nazioni Unite 10 milioni di dollari di finanziamenti e prevede di raccoglierne altri 20 per la gestione di 10 aree ritenute le più “critiche”. Le attività previste sono: mappatura e monitoraggio delle barriere coralline, aiuti economici ai pescatori, miglioramenti alle strutture turistiche, programmi di educazione e sensibilizzazione a favore delle comunità locali. Le principali aree scelte in questa prima fase sono: le coste del Kenya, Madagascar e Seychelles, Indonesia, Giamaica, Messico e le Isole Salomone.

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