I diversi tipi di nubi

La prima classificazione scientifica delle nubi si deve al chimico inglese L. Howard, nel 1803, e il sistema di classificazione da lui proposto è, con alcune modifiche, in uso ancora oggi.
Si basa su due gruppi principali, divisi in base allo sviluppo (verticale e orizzontale) e a tre tipi: i cirri, i cumuli e gli strati. Le diverse combinazioni di gruppi e tipi portano ai diversi tipi di nubi.
Diverse forme
Gli strati (St) sono nubi distese di bassa quota, generalmente grigie, che appaiono coprire il cielo uniformemente o su più livelli. Lo spessore dello strato può variare da 15 a 800 km. La forma e le superfici regolari sono dovute al fatto che all’interno di queste nubi mancano i fenomeni convettivi interni, che danno alle nubi le loro forme bizzarre. A questa categoria di nubi appartengo anche i banchi di nebbia. Possono dare luogo a pioviggine o nevischio.
I cumuli (Cu) sono nubi dense a contorni netti. Presentano una tipica base piana, che inizia a formarsi a quote intorno ai 1.800 m, e che indica la quota del livello di condensazione. La parte superiore, che può raggiungere altezze considerevoli, è invece gonfia e irregolare a causa di moti di convezione interna. La base in genere è scura, mentre la parte alta è bianca e brillante. I cumuli sono generalmente indizi di bel tempo.
I cirri (Ci) sono le tipiche nubi di alta quota, costituite da cristalli di ghiaccio, ai quali devono la forma evanescente e sfilacciata. Spesso provocano precipitazioni, ma essendo situati a quote elevate, le precipitazioni in genere evaporano prima di giungere al suolo. Per effetto della rifrazione della luce nei cristalli di ghiaccio, i cirri spesso formano aloni iridescenti intorno al Sole o alla Luna. Spesso sono le avvisaglie del fronte caldo di un sistema temporalesco.
I nembi (Nb) sono nubi dense, a forte sviluppo verticale, di forma torreggiante. La parte inferiore è scura e frastagliata, la parte superiore è in genere gonfia e in continua evoluzione. Sono di aspetto cupo e scuro, sono sempre portatori di precipitazioni e spesso li si vede avanzare a grande velocità lungo il fronte di una perturbazione.
I principali tipi di nubi possono combinarsi tra loro a dare forme più complesse:

  • cumulonembi (Cb), densi e a grande sviluppo verticale, di aspetto scuro e portatori di precipitazioni e rovesci a carattere temporalesco. Quando la parte superiore raggiunge il limite con la stratosfera, la sommità dei cumulonembi si appiattisce a dare la tipica forma ad incudine;
  • stratocumuli (Sc), in banchi costituiti da masse arrotondate di colore grigio con parti più scure, che producono in genere deboli piogge;
  • nembostrati (Ns), corpi nuvolosi grigi, scuri, di aspetto mal definito a causa delle precipitazioni che li accompagnano;
  • altocumuli (Ac), nubi costituite da masse rotondeggianti, bianche, spesso disposte in mode regolare e ordinato a dare il tipico “cielo a pecorelle”;
  • altostrati (As), distese nuvolose grigie o bluastre, di aspetto striato e fibroso, formate da gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, che possono dare luogo a precipitazioni continue;
  • cirrocumuli (Cc), nubi in banchi sottili e trasparenti talvolta allineati in fasce striate;
  • cirrostrati (Cs), nubi a forma di veli biancastri e fibrosi.

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