Come si riproducono

La maggior parte degli animali, anche i più semplici, si riproducono per via sessuata con il vantaggio di aumentare la variabilità genetica dei singoli individui e la conseguente diversità fra degli organismi. Essi hanno organi interni che si chiamano gonadi, che si distinguono in maschili e femminili e sono specializzati per la produzione dei gameti (cellule sessuate: spermatozoi e cellule uovo). Essi sono destinati a fondersi per formare un’unica cellula chiamata zigote o uovo fecondato, dalla quale si svilupperà l’embrione cioè il nuovo organismo.
Alcuni animali, anche invertebrati, sono ermafroditi, hanno la possibilità cioè di produrre sia spermatozoi che cellule uovo. La possibilità di comportarsi come individui maschili o femminili è un vantaggio per animali come lombrichi, chiocciole e lumache, animali molto lenti che in questo modo raddoppiano le loro possibilità di incontrare un altro individuo per accoppiarsi. In questo caso entrambi gli individui possono produrre nuovi discendenti.
Dove avviene la fecondazione?
Gli animali che vivono in un habitat acquatico rilasciano i gameti in numero elevato nell’acqua, dove si incontreranno per formare lo zigote. In questo caso si parla di fecondazione esterna. Gli organismi che hanno conquistato la terraferma si sono trovati a dover risolvere un grande problema: assicurare comunque ai gameti un ambiente liquido che consenta la loro sopravvivenza e la fecondazione. Alcuni anfibi hanno adottato una semplice soluzione: maschio e femmina si scambiano segnali particolari e tornano in acqua per la liberazione contemporanea dei gameti. Quasi tutti gli animali terrestri hanno adottato un’altra soluzione: il maschio introduce gli spermatozoi nel corpo della femmina dove avviene la fecondazione (fecondazione interna): questa soluzione offre il vantaggio di proteggere la prole nelle prime fasi di sviluppo. Gli individui maschi degli insetti, vertebrati e molti animali hanno un organo specializzato (organo copulatore) per inserire gli spermatozoi nell’organismo della femmina ed in particolare in un organo cavo (vagina o cloaca). Altri organismi hanno escogitato soluzioni particolari. Ad esempio alcuni artropodi maschi come gli acari e scorpioni o alcuni anfibi maschi come i tritoni, costruiscono dei “sacchi” contenti gli spermatozoi (spermatofore) e sono le femmine ad inserirli nel proprio corpo. Nel caso di alcuni ragni e calamari, sono i maschi che attivamente raccolgono i sacchetti che hanno formato e, con l’aiuto delle zampe anteriori o dei tentacoli, li inseriscono nell’organismo femminile.
La protezione dell’embrione/ La cura del nuovo individuo mentre si forma
Dallo zigote, la cellula che si forma dopo la fecondazione, si sviluppa l’embrione: il nuovo organismo che inizialmente deve essere protetto; in particolare è necessario che venga nutrito, che abbia a disposizione ossigeno per la respirazione e che l’anidride carbonica venga allontanata. Gli animali hanno risolto questo problema in due modi:

  • insetti, rettili, uccelli e mammiferi monotremi come l’echidna (animali ovipari) depongono le uova nell’ambiente in cui vivono. L’embrione si sviluppa all’interno dell’uovo dove ci sono tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno; il guscio lo protegge dalla disidratazione, ma permette all’ossigeno di entrare e all’anidride carbonica di disperdersi all’esterno. Alcuni genitori si prendono comunque cura delle uova costruendo il nido o covandole; una volta che il nuovo organismo si è sviluppato e si libera dai rivestimenti protettivi dell’uovo, necessita ancora di alcune cure.
  • i mammiferi sono animali vivipari perché le femmine tengono l’embrione all’interno del proprio corpo fino ad uno stadio del suo sviluppo. I marsupiali (canguri e opossum) partoriscono i piccoli non completamente sviluppati; questi vengono poi tenuti all’interno di un apposito marsupio fino alla completa crescita. I mammiferi che non sono marsupiali e monotremi sono chiamati placentati perché hanno una struttura (placenta) che permette lo sviluppo completo dell’embrione all’interno dell’organismo femminile, assicurando un apporto efficiente delle sostanze nutritive.

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