Clima e atmosfera

L’effetto serra, fenomeno che comporta il surriscaldamento del pianeta, è dovuto alla presenza in atmosfera di diverse sostanze, normalmente presenti in natura in basse concentrazioni, ma prodotte in elevate quantità dall’attività dell’uomo, soprattutto negli ultimi decenni (combustione dei carburanti per spostarsi, per far funzionare macchinari, per produrre energia elettrica, etc.). Tra queste sostanze alcune hanno un effetto più forte, come il metano(CH4) e il protossido di azoto (N2O), altre, come l’anidride carbonica (CO2), influiscono meno sull’effetto serra, ma vengono prodotte in grandi quantità dall’uomo.  La CO2 viene utilizzata come parametro di riferimento per misurare il grado di impatto delle altre molecole sul surriscaldamento globale (Global Warming Potential, GWP): è come una moneta di scambio, dove l’effetto della CO2 sui cambiamenti climatici vale 1 e gli effetti di metano e protossido d’azoto sono dei multipli. La produzione animale ha un ruolo significativo nell’ambito dei cambiamenti climatici, essendo responsabile del 18% delle emissioni atmosferiche mondiali di GHG (Green House Gasses – “gas a effetto serra”) complessivamente prodotte dall’attività antropica.  Questa quota è addirittura superiore alle emissioni di GHG generate dai trasporti in tutto il mondo!! In particolare, l’allevamento produce il 9% delle emissioni globali di anidride carbonica, soprattutto in conseguenza di cambiamenti di uso del suolo come la deforestazione causati dall’estensione dei pascoli e delle terre coltivate. Il settore della zootecnia è, però, responsabile anche del 37% del metano complessivamente prodotto dalle attività dell’uomo: questa quota è emessa per lo più dai ruminanti e dalla fermentazione della cellulosa che avviene nei loro stomaci.  È da notare che il metano è 23 volte più potente dell’anidride carbonica nel surriscaldare la Terra. Inoltre, la produzione animale contribuisce per il 65% al protossido d’azoto che complessivamente l’uomo introduce in atmosfera (N2O ha un potenziale di surriscaldamento che è 296 volte più forte della CO2!).  La maggior parte del protossido emesso dagli allevamenti deriva dai reflui zootecnici, ossia dal letame e dal liquame prodotto dai capi di bestiame, e dai fertilizzanti applicati sui suoli coltivati per nutrire gli animali allevati: infatti si può dire che la zootecnia sia responsabile del 75-80% delle emissioni agricole di N2O.
L’allevamento produce, infine, circa due terzi dell’ammoniaca (NH3)antropogenica presente in forma gassosa in atmosfera.  Il settore agricolo è responsabile del 94% delle emissioni di ammoniaca legate all’attività antropica, che causano piogge acidee acidificazione degli ecosistemi. In zootecnia, il passaggio in atmosfera dell’ammoniaca è in particolare provocato dall’applicazione del letame sui campi coltivati.

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