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pubblicato il 22 novembre 2021 in energia

Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

Dal 20 al 28 novembre la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2021 (European Week for Waste Reduction, EWWR). Si tratta di un’iniziativa volta a promuovere la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti attraverso il coinvolgimento di enti pubblici, imprese, società civile e cittadini. In particolare, intende promuovere, tra i cittadini, una maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente. L’accento è quindi sulla prevenzione dei rifiuti e le azioni che vengono proposte abbracciano le cosiddette 3R: riduzione, ma anche riuso e riciclo.

“Seguendo questa gerarchia, la riduzione dei rifiuti dovrebbe essere sempre la prima priorità”, spiegano gli organizzatori della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. “Ridurre vuol dire in primo luogo effettuare una rigorosa prevenzione e riduzione alla fonte. La seconda migliore opzione è quella di riutilizzare i prodotti. Questo include anche la preparazione per il riutilizzo. Infine, la terza priorità è il riciclo dei materiali”.

Dopo l’edizione 2020 dedicata ai rifiuti invisibili, l’appuntamento di quest’anno con la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti guarda all’economia circolare con il tema “Comunità circolari”. L’idea è quella di creare e consolidare i legami sociali all’interno delle comunità locali, che ne incentivino uno sviluppo “più circolare”.  partendo dalla convinzione che la riduzione dei rifiuti debba passare attraverso un cambiamento nei modelli di consumo individuali e collettivi.

L’edizione 2021 prevede circa 12 mila azioni in tutta Europa, oltre un terzo delle quali (4.752, con una crescita di oltre 1.300 rispetto al 2020) in programma in Italia. Tra le iniziative proposte per la 13esima edizione della Settimana vi sono:

  • azioni di Clean-Up;
  • la creazione di orti urbani per condividere spazi e ridurre sprechi e rifiuti di imballaggio;
  • il progetto “oggettoteche” per mettere in comune piccoli oggetti ed elettrodomestici;
  • la creazione di catene virtuose di condivisione di vestiti di seconda mano o di cibo che altrimenti verrebbe sprecato;
  • la realizzazione di piccoli centri di riparazione di oggetti danneggiati per sfruttare capacità e competenze dei singoli.
 
 
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