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pubblicato il 5 ottobre 2021 in ecosistemi

Più boschi meno CO2, ecco i dati dell’inventario delle foreste italiane

Secondo i dati dell’Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio, realizzato dall’Arma dei Carabinieri e dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, in 10 anni la superficie boschiva italiana è aumentata di circa 587mila ettari. Oltre un terzo dell’Italia, il 36,7% per l’esattezza, risulta coperto da boschi, una superficie che è aumentata del 18,4% in circa 16 anni, raggiungendo gli 11 milioni di ettari. In termini di anidride carbonica, questo aumento si traduce in 290 milioni di tonnellate di CO2 assorbite in più. L’inventario, risultato di un lavoro di anni, è stato presentato  in occasione di All4Climate, l’appuntamento di Milano preparatorio della Cop26 di Glasgow.

“L’anidride carbonica è il gas serra maggiormente responsabile dell’innalzamento globale delle temperature, sottratta dall’atmosfera – spiegano i carabinieri forestali -. Le foreste svolgono un ruolo essenziale nel garantire gli equilibri naturali e ambientali globali”. Le foreste sono un vero e proprio serbatoio di carbonio, infatti, catturano la CO2 attraverso le foglie e ne immagazzinano il carbonio nelle loro fibre, mantenendolo bloccato per tempi lunghissimi: un metro cubo di legno secco contiene circa 260 kg di carbonio, pari a circa metà del suo peso. Ecco perché una delle funzioni riconosciute alla foreste è la loro capacità di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e regolare il clima.

Le Regioni che maggiormente contribuiscono al volume complessivo dei boschi italiani sono la Toscana, il Piemonte e la Lombardia, rispettivamente con il 10.4%, il 9.8% e l’8.7% del totale. I valori minimi regionali sono stati registrati per la Puglia, la Valle d’Aosta e il Molise, con contributi variabili tra l’1.0% e l’1.3% del totale, che ovviamente tiene conto anche dalla loro diversa superficie, oltre che della diversa composizione delle foreste.

Questo importante check up delle foreste italiane ha fotografato la presenza di 180 specie, ma sono quattro quelle che rappresentano da sole il 50% del volume dei boschi: il faggio, l’abete rosso, il castagno e il cerro. Bisogna aggiungere poi altre 7 specie per arrivare al 75%: il larice, la roverella, il carpino nero, il leccio, l’abete bianco, il pino nero e il pino silvestre.

 
 
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