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pubblicato il 27 settembre 2021 in energia

Quanti rifiuti si trovano nei parchi urbani italiani?

Mozziconi di sigarette, prodotti usa e getta e imballaggi sono in cima alla lista dei rifiuti trovati abbandonati nei parchi urbani da Legambiente per l’indagine Park Litter. Per la precisione i mozziconi di sigarette rappresentano il 27% dei rifiuti raccolti, seguiti da frammenti di carta pari al 23% del totale, pezzi non identificabili di plastica (6,6%), materiale da costruzione (tegole, mattoni…) 6,3%, bottiglie di vetro e pezzi di bottiglie (4%), tappi di bottiglia o di barattoli/linguette di lattine (4%). Per stilare questo nuovo Rapporto, Legambiente ha catalogato 32.937 rifiuti raccolti lungo 53 transetti eseguiti in 48 parchi urbani di 27 città (Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catanzaro, Chieti, Cinisello Balsamo, Genova, Gorizia, Latisana, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Piazza Armerina, Pineto, Pisa, Pordenone, Roma, Roseto degli Abruzzi, Rovigo, Ruoti, San Colombano al Lambro, Terralba, Torino, Trieste, Udine). Tutto questo si traduce in una media di 6 rifiuti per metro quadrato monitorato. SI cestini per la raccolta dei rifiuti sono presenti in 46 dei 53 transetti tenuti sotto controllo: “soltanto nel 30% dei casi sono predisposti per la differenziazione dei rifiuti secondo materiali”.  I dati ottenuti da questa indagine ci dimostrano che il problema dei rifiuti abbandonati è ancora attuale e che va affrontato continuando a promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione e iniziative di cittadinanza attiva come Puliamo il mondo, quest’anno giunta alla 29esima edizione.

Nell’indagine è stata presa in analisi anche la questione dei cestini per la raccolta dei rifiuti, presenti in 46 dei 53 transetti monitorati. Si è rilevato che solo nel 30% dei casi sono predisposti per la raccolta differenziata e che solo in 18 transetti su 53 (39%) è presente il coperchio, utile a prevenire la dispersione di materiale. Bisogna infatti sapere che una delle maggiori cause della dispersione dei rifiuti nell’ambiente è il vento.

Inoltre, la presenza di tombini e canali di scolo è stata rilevata in 37 dei 53 transetti monitorati (70%); un parametro tenuto in considerazione perché – viene spiegato – “studi a livello mondiale hanno stabilito che uno dei principali vettori di rifiuti in ambiente marino sono proprio i canali e i corsi d’acqua spesso collegati con la rete fognaria urbana, e la principale fonte dei rifiuti è la cattiva gestione di quelli di origine urbana”. Nel 47% dei transetti (25 su 53) sono state notate zone di accumulo, per lo più sotto o nelle vicinanze di panchine.

 
 
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