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pubblicato il 2 febbraio 2021 in ecosistemi

Giornata mondiale delle zone umide 2021

Il 2 febbraio si celebra la “Giornata mondiale delle zone umide” (World Wetlands Day ), istituita nel 1997 per ricordare l’anniversario della “Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale”, firmata a Ramsar (Iran) nel 1971. La Convenzione, che compie quest’anno 50 anni, è stata istituita dall’ONU con l’obiettivo di preservare questi ambienti che ospitano un’ampia biodiversità (il 40% del totale) e sono di fondamentale importanza per la mitigazione dei cambiamenti climatici, avendo un’elevata capacità di immagazzinare anidride carbonica. Questi ecosistemi sono spesso molto fragili e oggi sono messe a dura prova dai cambiamenti climatici e dalla pressione antropica. Basti pensare che negli ultimi cinquanta anni in Europa, due terzi sono scomparse e molte risultano fortemente degradate.

Le zone umide svolgono un ruolo fondamentale per il pianeta e la sopravvivenza umana: sono una preziosa fonte di acqua dolce e cibo; ospitano una grande varietà di organismi tra cui uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati e circa il 10% di tutte le specie acquatiche.  Il tema di quest’anno è “Acqua, zone umide e vita sono inseparabili”, che sottolinea l’importanza dei servizi che le zone umide offrono, insieme alla necessità del loro mantenimento o ripristino.

Tra i meriti della Convenzione vi è quello di aver definito in maniera chiara il concetto di zone umide. Si tratta di aree terrestri sature o inondate d’acqua in modo permanente o stagionale. Quelle interne includono paludi, stagni, laghi e  pianure alluvionali; quelle costiere, paludi di acqua salata, estuari, mangrovie, lagune e persino barriere coralline. Stagni, risaie e saline sono invece zone umide create dall’uomo. Il trattato – sottoscritto da oltre 150 Paesi – individua attualmente quasi 2000 zone umide a livello globale, per le quali sostiene i principi dello sviluppo sostenibile e della conservazione delle biodiversità. L’Italia sono presenti 65 zone umide (secondo la definizione della convenzione), nove delle quali ancora in corso di perfezionamento, per un totale di oltre ottantamila ettari distribuiti in 15 Regioni.

La ricorrenza, ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito al ruolo fondamentale che svolgono le zone umide per il benessere dell’ambiente, affinché tutti possano approfondirne la conoscenza e impegnarsi concretamente nella salvaguardia di queste aree.

 
 
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