dcsimg

pubblicato il 20 novembre 2020 in ecosistemi

Quanta foresta abbiamo usato oggi?

Il caffè è secondo solo all’acqua nella classifica delle bevande più diffuse al mondo: il consumo mondiale di caffè è pari a 2,5 miliardi di tazze al giorno. Una su tre viene bevuta in Europa; per noi italiani in particolare, bere caffè è un rito di grande valore culturale. Spesso ne limitiamo il consumo per la nostra salute, e quasi mai ci interroghiamo sull’impatto ambientale che ha la tazza di caffè che beviamo ogni mattina a colazione. Per avere un’idea dell’impatto ambientale del caffè basta pensare che per soddisfarne la richiesta globale, la produzione di caffè dovrà triplicare entro il 2050 e che il 60% delle aree idonee a coltivare caffè è coperta da foreste. Un tempo la pianta del caffè si coltivava ai margini delle foreste, oggi si abbattono alberi su alberi per coltivarlo. Risultato: bere un caffè significa bersi una parte di questa foresta. E questo è solo un esempio del legame tra il nostro stile di vita e l’impatto che questo ha sulla salute del nostro pianeta e i particolare sulle foreste.

Di questo legame ne parla ampiamente l’ultimo rapporto del Wwf dal titolo “Quanta foresta avete mangiato, usato o indossato oggi?”, che riporta degli esempi di deforestazione “incorporata” (embedded deforestation) per alcuni beni di consumo, dalle scarpe che indossiamo al cacao. Il 73% della deforestazione nelle aree tropicali e subtropicali ha lo scopo di ricavare spazio per pascoli o terreni agricoli, dove coltivare soprattutto soia e palma da olio. Cosa c’entriamo noi che abitiamo dall’altra arte del mondo rispetto alle aree deforestate? Tutti i prodotti che derivano dalla deforestazione sono veduti ed esportati: ecco che si fa chiaro il legame che porta fino a noi. L’Unione europea infatti acquista il 37% delle colture e dei prodotti di origine animali associati alla deforestazione, in particolare il 60% proviene dal Brasile, il 25% dall’Indonesia. Da soli, i consumi dell’Unione europea provocano il 10% della deforestazione globale.

Insomma, il report del Wwf ci invita a pensare a come ci nutriamo, vestiamo, muoviamo, perchè invertire la rotta è oggi sempre più importante. La nostra responsabilità come consumatori è enorme e il percorso della certificazione di prodotti di largo consumo, così come la riduzione di alimenti dentro i quali si nasconde la deforestazione, sono l’unica strada percorribile.

 
 
Eni S.p.A. - P.IVA 00905811006