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pubblicato il 5 ottobre 2020 in energia

La lignina diventa risorsa per la produzione del nylon

I ricercatori dell’Ames Laboratory del dipartimento americano per l’Energia hanno scoperto come far rientrare nei cicli produttivi la lignina proveniente dal processo Kraft, un metodo industriale di estrazione chimica della cellulosa dal legno, da cui si ottiene una polpa di cellulosa che, successivamente lavorata, diventa carta. La lignina è un polimero organico utilizzato per esempio per irrobustire diversi tessuti vegetali. La lignina è anche uno dei principali sottoprodotti nel processo di produzione della carta. Generalmente questa biomassa viene destinata alla combustione con recupero di calore, con conseguente immissione in atmosfera di anidride carbonica.I ricercatori dell’Ames hanno trovato un impiego alternativo per recuperare la lignina per ottenere precursori chimici usati nella produzione del nylon. Il primo passo è il tradizionale trattamento del polimero con una soluzione acquosa di idrossido di sodio (cioè soda caustica). A temperature di circa 200°C, la macro-molecola si degrada restituendo uno dei suoi più semplici elementi costitutivi: il guaiacolo. A sua volta, questo piccolo composto aromatico può essere convertito in un precursore del nylon a condizioni energetiche ancora meno dispendiose, utilizzando alcuni catalizzatori. SI tratta di una soluzione a basso impatto ambientale, sia in termini di solventi e altre sostanze chimiche impiegate, sia in termini di energia richiesta dal processo.

I dettagli della ricerca sono stati pubblicati in uno studio apparso sulla rivista Green Chemistry.

 
 
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