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pubblicato il 2 settembre 2020 in acqua

Giunta al termine la Carovana dei ghiacciai

Si concluderà il 4 settembre, sul Ghiacciaio Occidentale del Montasio in Friuli Venezia Giulia, la Carovana dei ghiacciai, il tour lungo l’arco alpino –  ideato e promosso da Legambiente in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano – partito il 17 agosto per monitorare la salute dei ghiacciai minacciata dai cambiamenti climatici. La campagna, quest’anno alla prima edizione, si è articolata in 6 tappe per monitorare la salute di 8 ghiacciai lungo l’arco alpino, con l’obiettivo di portare l’attenzione sugli effetti del climate change in montagna.

Durante ogni tappa, sono stati condotti dei monitoraggi sullo stato dei ghiacciai, che hanno confermato situazioni già note da anni. A causa del riscaldamento globale i ghiacciai alpini si stanno riducendo. Più di 200 sono già scomparsi lasciando il posto a detriti e rocce. Il confronto tra la realtà odierna e le vecchie fotografie dei ghiacciai non lascia dubbi sulla fase di riduzione che stanno attraversando. Per esempio, del ghiacciaio della Fradusta, sulle Pale di San Martino in Trentino, è rimasto ben poco. Tra il 1888 e il 2014 il ghiacciaio ha infatti perso oltre il 95% della sua area glaciale, passando da 150 a soli 3 ettari. Le cose non vanno meglio per il ghiacciaio del Travignolo, che passa dai 30 ettari di fine Ottocento ai 15 attuali.

Per quanto riguarda il ghiacciaio della Marmolada, tra il 1905 ed il 2010 il volume si è ridotto di oltre l’85% e lo spessore della fronte è passato dai quasi cinquanta metri dell’inizio del secolo scorso ai pochi metri di oggi. Questi dati lasciano presagire la sua definitiva scomparsa tra 20/30 anni.

 
 
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