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pubblicato il 28 agosto 2020 in terra

La Terra vista dall’alto: i segni del fuoco

Questa immagine è stata rilevata dal sensore ASTER montato a bordo della piattaforma satellitare della NASA TERRA. L’immagine è stata ripresa il 27 luglio del 2005 e riguarda il territorio nord-orientale della Sardegna. La rappresentazione RGB che vediamo è composta dalle bande 8-3-2 del sensore che corrispondono alle lunghezze d’onda dell’ Infrarosso medio, Infrarosso vicino e rosso. La risoluzione spaziale dell’immagine è di 15 metri.

L’immagine ci mostra la frastagliata e bellissima costa della Gallura che si affaccia verso le isole dell’arcipelago della Maddalena (Nord). Al centro dell’immagine sulla costa si nota l’area urbana della città di Olbia con la profonda insenatura dove trova riparo il suo porto.
Se ben guardiamo possiamo individuare decine di macchie rosse di diversa forma e dimensione, cicatrici nel tessuto del territorio naturale: questi anomali elementi sono i segni del fuoco, tracce del suo passaggio e testimonianze delle aree bruciate. L’estate del 2005 fu stata caratterizzata da un numero di incendi molto elevato (2.092) che mandarono in fumo 4.500 ettari di terreno e 650 ettari di patrimonio boschivo (Fonte: Ministero degli Interni).

Nonostante l’alto numero degli incendi, quasi tutti di natura dolosa, si riuscì a controllarne l’estensione riducendo al minimo i danni grazie all’intervento tempestivo del nucleo antincendio della Regione Sardegna. L’impatto sul territorio e sul patrimonio forestale fu comunque elevato tanto che a fine stagione la superficie bruciata contava più di 10.000 ettari di territorio con un incremento del 275% rispetto alla media stagionale (Fonte: Corpo Forestale dello Stato).

Ingrandimenti
Per capire meglio il fenomeno osserviamo alcuni ingrandimenti dell’immagine. Il primo che vediamo riguarda le aree prossime alla città di Olbia. Nell’immagine si osserva una quindicina di aree bruciate (indicate dalle frecce) che lambirono le case e perfino l’aeroporto della città.

Nonostante l’intervento delle unità antincendio, alcuni incendi sfuggirono ai controlli. Per esempio, il 23 luglio nel comune di Palau, un incendio distrusse in una sola giornata un’area ricoperta da macchia mediterranea di oltre 240 ettari ovvero un territorio grande come 400 campi da calcio!

Gli incendi coinvolsero anche aree naturali di grande interesse come alcune zone del Parco dell’arcipelago della Maddalena. L’immagine mostra uno degli incendi più grandi con un estensione di oltre 10 ettari avvenuto il 9 luglio. Anche in questo caso fu distrutta la macchia mediterranea, ecosistema di alto valore naturalistico.

Come abbiamo potuto vedere, le immagini d satellite forniscono un grande supporto nell’individuare gli incendi in corso, nel monitorarne il corso e perimetrarne le zone per valutare i danni e gli impatti sugli ecosistemi naturali.
Purtroppo tali strumenti non possono risolvere il problema degli incendi, molto spesso di origine dolosa. Molto possiamo fare con la nostra condotta, evitando di comportarci in maniera rischiosa accendendo fuochi dove non si può o avvisando per tempo le autorità di controllo non appena ci accorgiamo di un focolaio. Quindi, quando andiamo in vacanza o viaggiamo, ricordiamoci  sempre i numeri della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e del Corpo forestale dello Stato così da poter segnalare tempestivamente situazioni potenzialmente pericolose!

Per approfondire: La Terra vista dall’alto

 
 
 
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