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pubblicato il 10 maggio 2020 in la vita

Vita da virus

Cosa sono i virus
Virus è una parola latina che significa veleno. I virus non mangiano, non respirano, non si muovono e non si riproducono autonomamente. Ma allora, che vita è? Nessuna, i virus tecnicamente non sono vivi. Un virus è una scatolina che contiene le istruzioni per fare altre scatoline uguali. Ogni virus ha una forma propria: quello del morbillo ha forma sferica, quello dell’influenza è un solido di venti facce, quello della poliomielite e il coronavirus sembrano palline pelose, i virus che infettano i batteri hanno la forma di navicelle spaziali con tanto di zampette per l’atterraggio. Strutture diverse ma tutte minuscole: il virus più grande ha un diametro di 300 nanometri, quindi una fila di 3.000 di questi giganti sarebbe lunga 1 millimetro. Quello più piccolo misura appena 20 nanometri, per fare un millimetro bisognerebbe metterne 50.000 uno dietro all’altro.

Come si riproducono
I virus non sono capaci di riprodursi da soli e per farlo, devono entrare nelle cellule degli organismi viventi. Ogni organismo ha i propri virus: i virus che attaccano il basilico a noi non fanno nulla, quelli che colpiscono le chiocciole non fanno ammalare gli esseri umani. Un virus riconosce le cellule giuste e le attacca. Come fa? Dalla superficie delle cellule di tutti gli esseri viventi sporgono piccole proteine. Anche il virus ne ha e se si incastrano con quelle della cellula, come una chiave nella serratura, il virus si fa mangiare. La cellula digerisce il virus e libera le istruzioni. È la cellula che costruisce i pezzi dei nuovi virus. Il passo successivo per tutti i virus neonati è uscire in massa dall’organismo e infettarne altri. Infatti, un virus è programmato per riprodursi in abbondanza e diffondersi ovunque e con ogni mezzo. Per esempio, alcuni ci pizzicano il naso stimolando gli sternuti o ci fanno tossire per andarsene con il muco. Lo fanno i virus dell’influenza, di Ebola, del raffreddore, del vaiolo, della meningite, della poliomielite e il COVID-19, il più recente tra i coronavirus. Altri virus passano da un organismo all’altro mediante scambi di liquidi organici, come il sangue e la saliva: è il caso dell’HIV, dell’herpes e dell’epatite C. Ci sono virus che si fanno trasportare dagli insetti, come il virus della febbre gialla che usa le zanzare. Altri virus si diffondono attraverso l’alimentazione: sono quelli che provocano l’epatite A ed E.

Il sistema immunitario ci difende dai virus
Il sistema immunitario del nostro corpo è il comando di polizia che ci difende in ogni momento dall’attacco dei virus.  I linfociti sono gli agenti di pubblica sicurezza prodotti dal sistema immunitario. Sono cellule speciali che fanno la ronda in tutto il corpo attraverso il sangue e la linfa e che se beccano i virus producono anticorpi. Gli anticorpi sono proteine che si aggrappano al virus per renderlo innocuo. Sono come le manette che bloccano il criminale prima che faccia del male. Gli anticorpi impediscono che le proteine del virus si incastrino in quelle della cellula. I linfociti sono in gamba ma a volte i virus sono più veloci e riescono a farci ammalare.

I vaccini
I vaccini sono l’arma letale che ci difende dai virus. Vediamo come funzionano. Un vaccino contiene solo pezzetti del virus. I pezzetti non sono pericolosi ma, come le foto segnaletiche, mostrano ai linfociti il volto dei criminali. Grazie ai vaccini, i linfociti sanno già che faccia hanno i virus, così che possano attrezzarsi con gli anticorpi adeguati prima che quelli si facciano vedere. Se in un secondo momento virus dello stesso tipo ma naturali e attivi dovessero attaccare l’organismo vaccinato, il sistema immunitario è già pronto per affrontarli.

La storia dei vaccini
Il termine vaccino deriva chiaramente da vacca: è vaccino il latte o il formaggio ottenuto dalle bovine. Ma perché un medicinale ha il nome di uno yogurt? Il vaiolo è una terribile malattia virale che ha ucciso milioni di persone nel mondo. L’inglese Edward Jenner era un medico di campagna e intorno al 1770 osservò che i mungitori e gli allevatori di mucche non si ammalavano di vaiolo. Scoprì che il vaiolo che attacca i bovini si trasmette alle persone ma non è letale, quindi intuì che il contatto con le bestie ammalate potesse rendere gli uomini immuni. Allora provò a iniettare il siero infetto di una pustola bovina nel corpo di un giovane paziente: il ragazzo non si ammalò di vaiolo. Dopo oltre 20 anni di studi, il medico di campagna perfezionò l’invenzione che ha salvato, e continua a salvare, miliardi di vite. Il vaccino porta ancora oggi questo nome in memoria degli studi di Jenner. Grazie ai vaccini il vaiolo non esiste più. L’ultimo caso di poliomielite in Italia risale al 1982. Conviene ricordarcelo quando ci vengono dubbi sull’importanza dei vaccini.

Le zoonosi
Ogni virus ha la sua casa in un organismo specifico. Ci sono virus che infettano solo il pomodoro, altri che colpiscono solo i cavalli, altri ancora solo le galline o solo le persone. Tuttavia, alcuni virus riescono a uscire da una casa per occuparne un’altra. Una malattia che passa dagli animali all’uomo si chiama zoonosi. Sono zoonosi quasi il 60% degli agenti patogeni che fanno ammalare l’umanità. Lo è anche questa pandemia da coronavirus. Il virus di Ebola, per esempio, è passato dalle scimmie agli esseri umani. Anche HIV, il virus dell’Aids, prima di uccidere 30 milioni di persone, era nelle scimmie africane. A volte, prima di colpire le persone, alcuni virus passano da un animale intermedio: i virus dell’influenza aviaria sono stati prima nei polli, poi nei maiali e infine negli esseri umani. Il virus di Hendra è di casa nei pipistrelli australiani ma prima ha infettato i cavalli, poi gli allevatori. Le zoonosi sono difficili da debellare. Infatti, il virus del vaiolo e quello della poliomielite che colpivano solo gli esseri umani, grazie ai vaccini, sono praticamente scomparsi in tutto il pianeta. Invece, non possiamo sapere in anticipo in quale animale si nasconde il virus della prossima zoonosi. Ne può sempre insorgere uno nuovo… A sorpresa.

Spillover, il salto di specie
Non c’è essere vivente immune all’attacco dei virus, nemmeno i batteri. Il salto di specie (in inglese spillover) è il fenomeno naturale per cui un virus che colpisce gli animali, cambia, si trasforma e diventa capace di attaccare gli esseri umani. Per capirne il funzionamento, torniamo al meccanismo di riconoscimento tra virus e cellula. Se le proteine del virus si incastrano con quelle che sporgono dalla cellula, come una chiave nella serratura, allora l’infezione avviene. Ma ogni cellula ha la sua serratura. Quindi i virus che hanno la chiave giusta per infettare le cellule delle chiocciole, non colpiscono le nostre, e viceversa. Però i virus si riproducono velocemente e in grande numero, errori nella produzione delle copie sono sempre possibili. Può succedere che la chiave di un virus animale cambi per caso, si trasformi e diventi compatibile con la serratura delle cellule umane. Accade più frequentemente nei coronavirus, questi virus possono acquisire la capacità di passare dagli animali all’uomo con più facilità. Probabilmente, questo Covid-19 era un virus che attaccava di norma i pipistrelli. Il salto di specie avviene più facilmente dove c’è un contatto prolungato tra l’uomo gli animali, per esempio, dove ci sono grandi allevamenti o dove gli animali selvatici fanno parte della dieta umana. Più è prolungato il contatto tra animale e uomo, più è probabile che un virus cambi casualmente e diventi pericoloso per l’umanità.

I virus e il degrado dell’ambiente
La maggior parte dei nuovi virus proviene dalle foreste tropicali. Queste, infatti, sono gli ambienti più ricchi di esseri viventi e i più complessi del mondo. In questi ambienti vivono milioni di specie diverse, si tratta di animali, piante, funghi e microrganismi ancora in parte sconosciuti che portano al loro interno, virus e parassiti altrettanto ignoti. Finché le foreste sono integre e sane, i virus stanno negli esseri che li ospitano mentre questi gironzolano tra i grandi alberi. Dove si uccide la fauna e dove si abbattono gli alberi per fare strade, campi, legname, pascoli e poi miniere e città, si toglie la casa naturale ai virus e agli altri parassiti. Più si entra in un ambiente per distruggerlo, più aumenta la possibilità che l’uomo entri in contatto con virus e parassiti sconosciuti. Un parassita disturbato nella sua vita quotidiana e sfrattato dal suo ospite abituale ha due possibilità: sparire o, purtroppo per noi, trovarsi una nuova casa.

A cura di Andrea Bellati

Per approfondire guarda le “Storie di virus”

 
 
 
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